Dati fiscali

Collegamento tra cassa e Pos, emerso imponibile per 11,8 miliardi

Nei primi otto mesi dell’anno 220 milioni di ricevute aggiuntive rispetto al 2025

Collegamento tra cassa e Pos, emerso imponibile per 11,8 miliardi

Il collegamento tra i registratori di cassa e i dispositivi Pos per i pagamenti con carta e bancomat continua a produrre effetti sui dati fiscali. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i numeri riportati dal Sole 24 Ore, gli scontrini emessi sono aumentati di circa 220 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Più ricevute e base imponibile

L’incremento delle transazioni registrate ha portato a far emergere un imponibile complessivo arrivato a 11,8 miliardi di euro. Il dato si riferisce all’attività di controllo resa possibile dall’incrocio tra le informazioni dei registratori telematici e quelle relative ai pagamenti elettronici.

Il contributo più recente è arrivato dai mesi estivi. Luglio e agosto hanno fatto registrare quasi 60 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con ulteriori 2,7 miliardi di base imponibile emersa.

Obbligo operativo da marzo

L’obbligo di collegare i registratori di cassa ai Pos è entrato in vigore all’inizio del 2026 ed è diventato pienamente operativo da marzo. La misura riguarda gli esercizi commerciali che accettano pagamenti elettronici e punta a rendere più coerenti i dati sulle vendite e quelli relativi alle transazioni effettuate con carta o bancomat.

Il precedente aggiornamento, riferito al primo semestre dell’anno, indicava un aumento di 160 milioni di scontrini e una base imponibile emersa pari a 9,1 miliardi di euro rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente. L’andamento dei mesi successivi ha quindi ulteriormente ampliato i valori rilevati nel quadro della lotta all’evasione fiscale.