Due persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in una serie di attacchi con droni russi nella regione di Kiev. Il bilancio, ancora provvisorio e soggetto ad aggiornamenti, è stato riferito dalle autorità ucraine dopo i raid notturni. Colpito anche un mercato a Sofiivska Borshchahivka, nel distretto di Bucha, dove l’impatto di un drone ha provocato un incendio e danneggiato l’area commerciale.
Le informazioni diffuse dalle autorità locali non sono del tutto coincidenti sul numero dei feriti. La procura regionale ha parlato inizialmente di un deceduto e di circa dieci persone ferite, mentre il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha indicato in via preliminare due vittime e quattro feriti. I sanitari hanno prestato assistenza sul posto. Un altro bilancio, comunicato dal capo dell’amministrazione militare di Kiev, Timur Tkachenko, ha confermato due morti e tre feriti a Sofiivska Borshchahivka.
Colpito un edificio residenziale
Nella capitale, nel distretto di Podil, un drone ha colpito un palazzo di 16 piani. Vitali Klitschko ha riferito della presenza di feriti. In precedenza, i rottami di un apparecchio erano caduti sul tetto di un edificio destinato a uffici, provocando un incendio e danni alla struttura. Le autorità hanno inoltre segnalato altri impatti nella regione di Sumy, dove una persona di mezza età è rimasta ferita nei distretti di Kovpakiv e Zarechny.
Gli attacchi si inseriscono nel quadro del conflitto, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky continua a chiedere un rafforzamento del sostegno internazionale e nuove sanzioni statunitensi entro ottobre. Volodymyr Zelensky ha accusato Cina, India, Brasile, Sudafrica e altri Paesi del G20 di non mantenere una posizione sufficientemente ferma e coerente nei confronti di Mosca.
Allarme umanitario a Oleshky
L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha lanciato un allarme per la situazione a Oleshky, cittadina occupata dalle forze russe dal 2022 e situata sulla riva sinistra del Dnipro, di fronte a Kherson. Secondo le informazioni citate da Kiev, almeno 1.500 residenti, tra cui circa quaranta minori, sono rimasti senza cibo, acqua, gas, elettricità e cure mediche adeguate. Il ponte verso Kherson è chiuso e gli abitanti che non hanno lasciato la località non possono neppure provvedere alla sepoltura dei defunti.
L’ultimo negozio di alimentari ha chiuso a gennaio e l’ultimo rifornimento risalirebbe alla fine di maggio. Le ambulanze non rispondono più alle chiamate, mentre l’ospedale locale, privo di medicine e di carburante per i generatori, avrebbe iniziato a non accettare i pazienti più gravi, che non possono essere trasferiti altrove.
La missione diplomatica di Zuppi a Mosca
Parallelamente agli sviluppi sul campo, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi, ha svolto una visita di tre giorni a Mosca come inviato della Santa Sede per promuovere iniziative umanitarie.

Nel corso della permanenza nella capitale russa, l’alto prelato ha incontrato rappresentanti istituzionali e religiosi, tra cui il patriarca Kirill e il consigliere per la politica estera del Cremlino Yury Ushakov, concentrando i colloqui sui ricongiungimenti familiari dei minori e sullo scambio di prigionieri.
Intanto il Cremlino ha definito pericoloso e irresponsabile un eventuale utilizzo della rete satellitare Starlink per attacchi in profondità sul territorio russo. Il portavoce Dmitry Peskov ha parlato delle possibili conseguenze dopo che le forze russe hanno bombardato un centro di elaborazione dati di Starlink alla periferia di Kiev. La rete è gestita da SpaceX, la società di Elon Musk.
Sul piano diplomatico, una fonte del governo turco ha dichiarato che Ankara non esclude contatti ad alto livello con Mosca per affrontare questioni bilaterali e regionali, compresa la guerra in Ucraina e la sicurezza nel Mar Nero. La Turchia ha ribadito di voler mantenere aperti i canali diplomatici. Sul fronte umanitario, il capo di gabinetto dell’ufficio presidenziale ucraino, Kyrylo Budanov, ha annunciato che sono in corso i preparativi per un nuovo scambio di prigionieri, possibile già entro la settimana successiva.