Memoria rossonera

Renzo Bossi: «Con Berlusconi un’amicizia oltre la politica»

Il figlio del fondatore leghista rievoca visite in ospedale, sfide televisive e vicinanza nei momenti difficili

Renzo Bossi: «Con Berlusconi un’amicizia oltre la politica»

Renzo Bossi ricorda il rapporto tra il padre Umberto e Silvio Berlusconi alla vigilia del 29 settembre, giorno in cui il fondatore di Forza Italia avrebbe compiuto 90 anni. In un’intervista all’Adnkronos, il figlio del fondatore della Lega Nord descrive un legame personale e politico durato per molti anni, segnato da stima reciproca e da una vicinanza rimasta forte anche nei momenti più difficili.

Il racconto parte dalla casa di famiglia a Gemonio, dove il tinello della cucina diventava una sorta di tribuna privata per seguire in televisione le partite del Milan. Berlusconi, allora presidente della società rossonera, si fermava a guardare le gare insieme a Umberto Bossi. «Quella tra mio padre e Berlusconi è stata una grande amicizia, si volevano davvero bene», racconta Renzo Bossi, rievocando la confidenza tra i due leader.

Le partite nella cucina di casa

Secondo il ricordo del figlio, durante le visite a Gemonio i due parlavano soprattutto di politica e di governo, discutendo delle scelte da compiere e delle battaglie da affrontare. Quando però iniziava una partita del Milan, l’attenzione si spostava sul campo. Berlusconi seguiva l’incontro con il coinvolgimento del presidente di una squadra, arrivando, racconta Renzo Bossi, a chiamare l’allenatore per suggerire cambi e correzioni nella formazione: «Qui non va bene, cambia…».

Umberto Bossi, prosegue il figlio, evitava di intervenire per rispetto dell’amico e alleato, anche se per tutta la vita aveva tifato Atalanta. La passione milanista sarebbe entrata in casa anche per un’altra ragione: i figli di Bossi sostenevano il Milan e, negli ultimi anni, il padre scherzava sul fatto di aver dovuto cambiare fede sportiva per non sentirli protestare. Il ricordo restituisce così un episodio privato del rapporto tra due figure che hanno condiviso una lunga stagione della politica italiana.

La vicinanza durante la malattia

Nel racconto di Renzo Bossi, il legame tra i due non si limitava alle occasioni pubbliche o alle discussioni politiche. Un passaggio centrale riguarda il periodo in cui Umberto Bossi ebbe problemi di salute. In quegli anni, afferma il figlio, Silvio Berlusconi non fece mancare il proprio affetto e si presentò in alcune occasioni all’ospedale di Varese senza avvisare nessuno.

Il leader di Forza Italia, secondo la testimonianza, non entrava necessariamente nella stanza del paziente. Si fermava dai familiari e diceva: «Io sono qui, se c’è bisogno, ci sono». Per Renzo Bossi, quei gesti rappresentano la misura di un’amicizia profonda, capace di resistere alle difficoltà personali e di accompagnare una relazione costruita nel tempo. Il rapporto tra i due esponenti politici, conclude, fu anche una relazione umana, fondata su rispetto e stima oltre le alleanze e le divergenze.