CLAMOROSO

Garlasco, ultimo colpo di teatro della Procura: il Ris nascose le prove? Ma scagionavano davvero Stasi?

Chiusa l'indagine contro Sempio, si attende ora il rinvio a giudizio. L'orma della scarpa Frau numero 42 "compatibile" col suo piede taglia 44

Garlasco, ultimo colpo di teatro della Procura: il Ris nascose le prove? Ma scagionavano davvero Stasi?

Che l’azione intrapresa dalla Procura di Pavia sia legittima, è fuor di dubbio. Lo conferma anche il fatto che da più di un anno e mezzo non si parli praticamente che delle tante luci e ombre del delitto di Garlasco, a livello di cronaca. Eppure dal roboante annuncio della riapertura dell’indagine contro Andrea Sempio (era l’11 marzo 2025), è stato un susseguirsi di colpi di teatro che ad ogni botta parevano inchiodare il sospettato inesorabilmente, per poi rivelarsi per quello che erano: ipotesi semmai sufficienti per arrivare a processo, ma lì ci fermiamo.

L’ultima bordata sui Ris che avrebbero occultato prove per non scagionare Alberto Stasi, come le precedenti, è clamorosa. Ma s’è partiti dall’impronta 33 annunciata in prima serata al Tg1, che difficilmente avrebbe valore probatorio in aula, poi è spuntato il DNA compatibile con Sempio, anche qui inammissibile (di per sè) per un’incriminazione, poi l’indagine sull’ex pm Mario Venditti corrotto dai Sempio, archiviata pochi giorni fa, e ancora i “soliloqui” che sembravano incastrare l’indagato intercettato e che invece dicono tutto e il contrario di tutto.

Di prove regina contro Andrea Sempio non ce ne sono, così come per un’eventuale revisione della condanna per Alberto Stasi.

Le accuse ai Ris di Parma e i dati sui pedali della bicicletta

Anche l’ultima bordata della Procura, analizzata, non centra il bersaglio.

“I carabinieri del Ris di Parma agli ordini del generale Luciano Garofano sapevano che il test del Dna sui pedali della bici di Stasi era negativo ma nascosero i risultati che provavano la sua innocenza”.

Così nel comunicato stampa diffuso ieri, lunedì 28 settembre 2026. Un’affermazione davvero molto forte.

La Magistratura pavese fa riferimento a dati relativi alle analisi compiute poco dopo l’omicidio di Chiara Poggi il 13 settembre 2007 e consegnati dal Ris di Parma il 6 novembre 2025. In sintesi, secondo i dati grezzi, dopo la scoperta di materiale genetico della vittima sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi, sarebbero state eseguite altre due controanalisi negative, tuttavia mai messe agli atti.

Il punto è: quanto è davvero determinante la faccenda della bici, nel contesto? Fin qui sembrava poco, tant’è che la Procura nelle carte dell’indagine si “dimentica” persino della presenza di una bicicletta nera quella mattina fuori dalla villa di via Pascoli. Salvo ora riesumare il DNA sui pedali (a lungo oggetto anche del controverso dibattito su uno scambio operato dal condannato).

Le perizie decisive e la difesa dell’ex comandante Luciano Garofano

In realtà Alberto Stasi è stato condannato perché non poteva volare. Non si può ignorare la perizia Testi (che riduceva a cifre infinitesimali la possibilità che lo “scopritore” non avesse calpestato tracce di sangue sul pavimento). Non si può scagionare Alberto Stasi, senza smontare quella perizia o trovare una spiegazione alternativa plausibile. Questo è davvero il punto.

Interrogato sul presunto “depistaggio”, l’allora comandante dei Ris, Luciano Garofano, s’è difeso sintetizzando:

“Ma perché il Ris avrebbe dovuto fare una cosa del genere?”.

L’unica spiegazione plausibile, in mancanza di interessi diversi plausibili, potrebbe essere solo legata alla pressione, alla fretta da parte degli inquirenti di mettere un punto fermo sull’indagine in quelle prime concitate fasi.

La procura punta il dito in particolare contro Giorgio Portera (all’epoca al Ris e oggi esperto in tv a Quarto Grado) che avrebbe individuato il DNA della vittima sui pedali in una concentrazione identica a un altro reperto (il 29, ovvero il cucchiaino della colazione di Chiara Poggi), ipotizzando insomma un errore di attribuzione.

Ma da qui a sbandierare la prova dell’estraneità dell’ex bocconiano Alberto Stasi ce ne corre.

Le nuove impronte e le ipotesi investigative su Andrea Sempio

C’è poi un altro “scoop” di ieri. Ed è anche qui tutt’altro che granitico: l’orma della scarpa Frau numero 42, registrata sulla scena del delitto, sarebbe per la Procura “compatibile” col piede di Andrea Sempio taglia 44. Sembra un po’ la scena delle sorellastre di Cenerentola che tentano di infilare la famosa scarpetta, ma per carità, potrebbe essere.

Anche qui però siamo di fronte a una possibilità, insieme a tutti gli altri (tanti) indizi messi insieme in un quadro senza dubbio concordante, ma del tutto ipotetico nei confronti di quello che sulla carta è il candidato perfetto per la parte del protagonista, nel copione di questo nuovo cinedramma sul delitto di Garlasco.

Che poi lo sia davvero, o che lo si riesca a dimostrare, è tutto un altro paio di maniche.