Oltre 1.100 Comuni italiani risultano oggi privi di qualsiasi esercizio di vendita alimentare e, in poco più di un decennio, sono scomparse più di 100.000 attività di prossimità. La desertificazione commerciale costituisce un’emergenza nazionale che non può essere liquidata come una naturale selezione di mercato. Questo tema centrale è emerso nel corso dell’ultima puntata di CreaMI, il format di approfondimento condotto dagli esponenti di Meritocrazia Italia, che vede il coinvolgimento di esperti e dirigenti del movimento in un dibattito focalizzato sul lavoro, sulle dinamiche urbane e sulle opportunità del territorio.
Analisi macroeconomica e impatto della transizione tecnologica
L’analisi macroeconomica firmata da Meritocrazia Italia evidenzia come l’attuale contesto normativo stia penalizzando i piccoli operatori a causa di barriere strutturali insormontabili, quali la complessità burocratica e una pressione fiscale asimmetrica che favorisce i grandi player dell’e-commerce e della grande distribuzione. Il fulcro del dibattito si concentra sull’impatto della transizione tecnologica: l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale rischiano di trasformarsi in un “boomerang disumanizzante” se lasciate al monopolio esclusivo dei colossi globali. Al contrario, l’innovazione deve essere governata e democratizzata, diventando uno strumento a supporto dell’attività umana per aiutare l’artigiano e il commerciante a evolversi, senza cancellare l’identità e la relazione sociale.
Il pacchetto di interventi proposti da Meritocrazia Italia
Il movimento Meritocrazia Italia propone un pacchetto di interventi strutturali urgenti volti a ripristinare l’equità e a valorizzare il “Merito Sociale” di chi presidia i territori:
- Semplificazione e Fisco Proporzionale: ridurre drasticamente la burocrazia per le micro-imprese, svincolando il piccolo commerciante da adempimenti complessi per permettergli di far valere le proprie competenze umane e professionali;
- Istituzione delle ZESpro (Zone Economiche Speciali di Prossimità): riprendere il modello della ZES Unica applicandolo su scala micro-territoriale e urbana per favorire la rigenerazione commerciale dei piccoli centri. Questa misura prevede l’introduzione di una fiscalità di vantaggio con forti sgravi per compensare lo svantaggio geografico e demografico, offrendo sia incentivi mirati calibrati sulle reali necessità delle micro-imprese, sia contributi di mantenimento per garantire la sopravvivenza dei negozi già esistenti nei territori isolati;
- Equità Fiscale Globale e Fondo Nazionale: garantire che le grandi piattaforme digitali paghino una quota fiscale proporzionalmente identica a quella delle botteghe locali, convogliando queste risorse in un fondo nazionale per sostenere l’occupazione reale e il commercio di vicinato.
Una visione antropocentrica per il futuro dei territori
Per la dirigenza di Meritocrazia Italia la scomparsa dei negozi storici non rappresenta un demerito dei singoli, ma una mancanza di condizioni paritarie di partenza. Su questo tema l’organizzazione si è sempre battuta e continua a monitorare costantemente la situazione. La tecnologia e la robotica non vanno respinte, ma guidate con una visione antropocentrica. Il progresso deve restare al servizio della collettività per premiare l’eroismo civico ed economico dei cittadini che resistono sul territorio.