Carlo Calenda, leader di Azione, ha richiamato il precedente della Germania nazista per commentare la guerra in Ucraina e le richieste territoriali avanzate dalla Russia. In un post pubblicato su X il 30 settembre 2026, il senatore ha sostenuto che concedere a Mosca ciò che non è riuscita a conquistare sul campo potrebbe avvicinare un conflitto diretto con l’Europa.
Calenda ha indicato come riferimento la conferenza di Monaco del 1938, quando i Sudeti cecoslovacchi furono consegnati alla Germania di Adolf Hitler. Secondo il leader di Azione, quella decisione contribuì a rafforzare la percezione dell’imbattibilità del dittatore tedesco e aprì la strada agli sviluppi che avrebbero portato alla seconda guerra mondiale.
Il paragone con il 1938
Nel suo intervento, Calenda ha accostato la regione dei Sudeti alla parte del Donbass che, a suo giudizio, il presidente russo Vladimir Putin pretenderebbe per chiudere la guerra. Il politico ha sottolineato che il territorio cecoslovacco era montuoso e fortificato, così come lo sarebbe l’area orientale dell’Ucraina, e ha osservato che un’eventuale annessione militare avrebbe potuto comportare pesanti perdite per l’esercito tedesco.
La ricostruzione prosegue ricordando che, dopo Monaco, la guerra non fu evitata. Hitler invase infatti Boemia e Moravia e successivamente rivolse le proprie mire alla Polonia. Calenda ha citato anche il falso attacco attribuito ai polacchi e organizzato dalle SS, presentato dalla propaganda nazista come giustificazione per l’invasione.
Il timore di un’escalation
Il riferimento storico viene utilizzato da Calenda come spunto di riflessione sulla situazione attuale. Nella sua analisi, Putin starebbe esercitando pressioni sull’Europa per ottenere concessioni su obiettivi che la Russia non è riuscita a raggiungere. Accettare tali richieste, sostiene il leader di Azione, non garantirebbe la fine del conflitto ma potrebbe aumentare il rischio di uno scontro diretto tra Mosca e i Paesi europei.
La conclusione del messaggio è netta: secondo Calenda, il presidente russo non si fermerebbe dopo aver ottenuto il territorio richiesto. Il paragone con Hitler e con gli accordi di Monaco rappresenta quindi l’argomento centrale della sua presa di posizione, interamente concentrata sui possibili effetti di una politica di concessioni nei confronti della Russia.