“È tempo di parlare di dazi. Non è una parola tabù: la competizione oggi è impari, perché ci confrontiamo con economie di Stato che sostengono le proprie produzioni, mentre in Europa, con il divieto degli aiuti di Stato, finiamo di fatto per impedirci di difendere settori e produzioni strategiche”.
Lo ha dichiarato la vicepresidente della commissione Industria del Parlamento europeo Elena Donazzan mercoledì 30 settembre 2026, intervenendo a Praga agli Study Days del Gruppo ECR nel panel “No Continent for Old Economy: Reinventing Europe’s Competitiveness” a Bruxelles.
La difesa del mercato unico e le priorità su energia e acciaio
“L’Europa nasce da un accordo di mercato dopo le distruzioni della Seconda guerra mondiale. Oggi non dobbiamo creare quel mercato, ma difenderlo, e i nodi sono gli stessi di allora – ha proseguito l’europarlamentare Elena Donazzan –. Il primo è l’energia, su cui serve un approccio il più possibile aperto: ogni fonte è valida se gestita con soluzioni tecnologiche attente all’impatto ambientale ma anche alla sostenibilità economica, senza demonizzare nulla. Il secondo è l’acciaio, che abbiamo iniziato a proteggere anche nei prodotti derivati, perché è fondamentale per la nostra capacità manifatturiera e industriale”.
La salvaguardia dell’industria contro la concorrenza sleale
“Primum vivere, deinde philosophari – ha concluso la rappresentante politica Elena Donazzan –. Se servono i dazi, vanno introdotti, con una valutazione d’impatto per ciascun settore e per le produzioni che rischiano di scomparire dalla capacità industriale europea perché esposte a una concorrenza sleale, sia nelle regole sia nei costi. Salvaguardare in Europa un livello minimo di ogni produzione è fondamentale per la nostra sopravvivenza industriale ed economica”.