CARO BENZINA

Carburante, si discute anche con Tamoil per introdurre il “price cap”

Trattative tra Palazzo Chigi e la Libia per estendere il tetto sui prezzi dopo le intese con Eni, Q8 e IP

Carburante, si discute anche con Tamoil per introdurre il “price cap”

Il governo italiano prosegue le trattative istituzionali per arginare l’aumento dei costi dei carburanti sul territorio nazionale. Nella giornata di giovedì 1 ottobre 2026, fonti di Palazzo Chigi hanno confermato l’avvio di interlocuzioni dirette con i rappresentanti di Tamoil, azienda energetica controllata dalla Libyan Foreign Bank.

L’obiettivo dell’esecutivo guidato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni consiste nell’estendere l’adesione al meccanismo di calmiere noto come “price cap” (2.19 diesel, 1.99 benzina), già pattuito con altri operatori del settore della raffinazione e della distribuzione.

Da notare in ogni caso come diversi distributori di carburante annessi ai grandi centri commerciali stiamo in questo momento proponendo prezzi anche inferiori rispetto al price cap.

Trattative con la Libia e le intese già siglate

Le negoziazioni con la compagnia libica si aggiungono agli accordi preliminari raggiunti nei giorni precedenti con i vertici di Eni, Q8 e IP.

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, diretto dal ministro Adolfo Urso, monitora il quadro delle adesioni per garantire la tenuta della rete distributiva. L’inclusione di Tamoil viene considerata un passaggio chiave per incrementare la quota di mercato coperta dall’iniziativa di contenimento dei prezzi al consumo per benzina e gasolio.

L’allarme delle pompe bianche e la reazione dei sindacati

L’ipotesi di una diffusione generalizzata del tetto sui prezzi ha sollevato forti preoccupazioni tra i gestori indipendenti, comunemente definiti “pompe bianche”. Le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali rappresentate da dirigenti del settore distributivo segnalano il rischio di sofferenza finanziaria per gli impianti non integrati verticalmente.

Le proposte al Senato per la tutela del settore

In risposta al clima di incertezza, alcuni esponenti parlamentari hanno presentato emendamenti specifici presso le commissioni competenti del Senato della Repubblica. Il confronto politico intende definire compensazioni idonee per preservare le stazioni di servizio a marchio indipendente senza alterare l’efficacia del calmiere sui listini finali. Le prossime sedute di aula a Palazzo Madama chiariranno i margini di modifica del testo normativo per la tutela dell’intera rete di distribuzione dei carburanti in Italia.