delitto di Chiara Poggi

Garlasco, archiviato l’esposto di Stefania Cappa contro Antonio De Rensis

La decisione del Consiglio di disciplina proscioglie il legale di Alberto Stasi mentre la difesa contesta le perizie sulle impronte dell'assassino

Garlasco, archiviato l’esposto di Stefania Cappa contro Antonio De Rensis

Nel panorama giudiziario legato all’omicidio di Chiara Poggi si registra una svolta disciplinare significativa. Mercoledì 30 settembre 2026, durante la trasmissione televisiva Ore 14 su Rai 2, l’avvocato Antonio De Rensis, difensore del condannato Alberto Stasi, ha annunciato la chiusura della procedura aperta a suo carico. Il Consiglio distrettuale di disciplina della Corte d’Appello di Milano ha disposto l’archiviazione formale dell’esposto presentato nei suoi confronti dall’avvocato Stefania Cappa, cugina della vittima. La decisione dell’organo di controllo professionale ha posto fine a un contenzioso deontologico durato diversi mesi.

Ripercorrendo le tappe dell’esposto e l’impatto sul lavoro difensivo, il penalista ha condiviso le proprie considerazioni ufficiali sull’esito della decisione:

“Ebbene il consiglio distrettuale di disciplina della Corte d’Appello di Milano ha archiviato l’esposto che mi ha fatto l’avvocato Stefania Cappa. Adesso se parliamo di cose tecniche torno in assetto da combattimento, ma questa è una vicenda che mi ha profondamente ferito perché per tanti mesi qualcuno si è divertito alle mie spalle. Però piano piano tutti i tasselli torneranno al punto giusto”.

La battaglia scientifica sulla misura delle calzature di Andrea Sempio

Sul fronte investigativo relativo al trentasettenne Andrea Sempio, la Procura della Repubblica di Pavia ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari. Gli accertamenti tecnici integrativi svolti dai consulenti della Procura, tra cui l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, ipotizzano che l’impronta lasciata sul pavimento con suola a pallini di taglia 42 possa appartenere all’allora diciannovenne. Secondo la relazione medica, l’eventuale discrepanza con le dimensioni attuali della calzatura sarebbe riconducibile a un incremento ponderale della struttura corporea verificatosi nel corso degli anni.

La linea difensiva coordinata dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia rigetta fermamente le conclusioni della consulenza medico-legale. A sostegno dell’incompatibilità fisica, la difesa ha inserito nel fascicolo le deposizioni formali di due testimoni con relativi riscontri oggettivi. Le testimonianze confermano che già nel mese di agosto 2007 il giovane acquistava e indossava esclusivamente calzature di misura 44, escludendo la possibilità che il piede potesse calzare la scarpa del delitto.

Quadro comparativo delle perizie tecniche sulla calzata

Per comprendere la divergenza tra i dati forniti dall’accusa e le prove presentate dai difensori, è possibile consultare la seguente sintesi delle tesi peritali:

Elemento di Analisi Tesi della Procura di Pavia Tesi della Difesa Sempio
Misura della scarpa da reato Taglia 42 con suola a pallini Taglia 42 (non compatibile)
Valutazione anatomica al 2007 Calzata compatibile per variazione ponderale successiva Misura 44 già consolidata all’epoca del fatto
Fonti di prova presentate Relazione medico-legale e perizia antropometrica Deposizioni di due testimoni e riscontri d’acquisto

I difensori dell’indagato dispongono ora di venti giorni dalla notifica degli atti per depositare le memorie integrative presso gli uffici della giudiziaria prima delle determinazioni sull’eventuale rinvio a giudizio.