GUERRA

Iran, il Wall Street Journal: “La portaerei Roosvelt in viaggio verso il Golfo Persico”

Il Pentagono rafforza la presenza militare nel Medio Oriente disponendo il trasferimento strategico della superportaerei nucleare e di nuove truppe

Iran, il Wall Street Journal: “La portaerei Roosvelt in viaggio verso il Golfo Persico”

Le autorità militari degli Stati Uniti hanno disposto il trasferimento del gruppo d’attacco della portaerei a propulsione nucleare USS Theodore Roosevelt verso il Golfo Persico e l’area di competenza del comando centrale U.S. Central Command. La decisione, emersa giovedì 1 ottobre 2026 tramite fonti ufficiali riprese dal quotidiano statunitense Wall Street Journal, rientra in un piano di potenziamento della postura difensiva e deterrente coordinato dal U.S. Department of Defense nella regione mediorientale.

Rotazione e dislocamento delle forze navali statunitensi

Il gruppo navale d’attacco comprende la nave ammiraglia, l’incrociatore lanciamissili USS Chosin e cacciatorpedinieri di scorta, affiancati dal gruppo anfibio d’assalto guidato dalla USS Makin Island. Il dispositivo di mobilitazione prevede il dispiegamento di oltre 7.000 marinai della U.S. Navy e circa 2.000 componenti della forza da sbarco dei U.S. Marines. La misura risponde all’esigenza di effettuare il cambio di turno operativo con la portaerei USS George Washington e coordinare le attività con le altre unità già presenti nel settore d’operazione della Quinta Flotta.

Unità navale / Gruppo Tipologia nave Ruolo operativo
USS Theodore Roosevelt Portaerei nucleare classe Nimitz Nave ammiraglia del gruppo d’attacco
USS Chosin Incrociatore lanciamissili Scorta e difesa antiaerea
USS Makin Island Nave da sbarco anfibia Supporto logistico e trasporto Marines

Obiettivi strategici e monitoraggio delle rotte marittime

L’invio del contingente porta a oltre 20.000 il numero complessivo dei militari statunitensi dislocati nell’area strategica del Medio Oriente. Il comandante del comando centrale Brad Cooper ha confermato le attività volte a tutelare la sicurezza della navigazione commerciale nel Canale di Suez, nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz. L’innalzamento della presenza militare mira a garantire la stabilità delle rotte marittime internazionali e scoraggiare potenziali iniziative ostili lungo i corridoi di transito dell’energia.