Conflitto aperto

Merz a Kiev: «La Russia va fermata prima che ci attacchi»

Raid sulla capitale, vittime a Odessa e Kharkiv, mentre Berlino annuncia nuovo sostegno militare

Merz a Kiev: «La Russia va fermata prima che ci attacchi»

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è arrivato a Kiev per una visita a sorpresa, con l’obiettivo di ribadire il sostegno militare della Germania all’Ucraina. «Se non si ferma la Russia, la sua macchina da guerra si rivolgerà prima o poi contro di noi», ha dichiarato Merz all’arrivo alla stazione ferroviaria della capitale, secondo quanto riferito dai media tedeschi. Durante la missione, il cancelliere dovrebbe annunciare nuovi aiuti militari di ampia portata.

Raid sulla capitale e sul fronte orientale

Nelle stesse ore, le forze russe hanno colpito il Ponte Nord, infrastruttura sul fiume Dnipro utilizzata per il collegamento tra le due parti della città. L’attacco ha provocato il blocco del traffico e due feriti. Il ponte si aggiunge ai danni già segnalati sul collegamento meridionale, con conseguenze sulla viabilità di Kiev. Il ministro ucraino delle Infrastrutture Mykola Kalashnyk ha annunciato la costruzione di ponti galleggianti, stimando in circa tre mesi il tempo necessario per recuperare almeno metà della capacità di transito originaria. Tra le ipotesi future viene citata anche la realizzazione di un tunnel.

Il ministero degli Esteri russo ha invitato diplomatici e cittadini stranieri a lasciare Kiev, mentre nella capitale cresce l’allarme per nuovi attacchi. Secondo ricostruzioni riportate dal New York Times, lo Stato Maggiore russo potrebbe preparare un’operazione con oltre mille missili contro la rete energetica ucraina in vista dell’inverno. Il presidente Volodymyr Zelensky, citando documenti di intelligence, ha accusato Mosca di voler spingere la popolazione ad abbandonare i principali centri urbani. Le autorità russe considerano il Ponte Nord un obiettivo militare legittimo per il passaggio di truppe e rifornimenti, mentre Kiev continua a colpire con droni raffinerie situate in territorio russo.

Altri attacchi hanno interessato la regione di Kharkiv, nell’Ucraina orientale. Secondo le autorità locali, droni russi hanno inseguito e colpito due automobili private, provocando due morti e un ferito grave. Nelle 24 ore precedenti, bombardamenti con bombe plananti sulla città avevano causato due vittime e 32 feriti. Sul Mar Nero, invece, un attacco contro una nave cargo civile battente bandiera liberiana, in un porto vicino a Odessa, ha provocato la morte di un motorista e il ferimento di altri tre membri dell’equipaggio. Tredici persone sono state evacuate, secondo l’Autorità ucraina dei porti marittimi.

Pressioni militari e scenari diplomatici

Il quadro comprende anche le dichiarazioni di Zelensky sul missile balistico ucraino FP-9, che il presidente ha indicato come potenzialmente capace di raggiungere Mosca e pronto entro l’autunno. In un’intervista a Reuters, il leader ucraino ha riferito di aver sollecitato il produttore Fire Point ad accelerare il completamento del modello a lungo raggio.

Sul piano internazionale, la guerra resta legata alle prospettive del sostegno occidentale e ai possibili contatti tra Washington e Mosca. Il New York Times ha riferito di presunti negoziati avviati nei mesi scorsi dall’amministrazione Trump, con un possibile accordo da circa 20 miliardi di dollari sugli asset internazionali della compagnia petrolifera russa Lukoil. Bloomberg ha inoltre segnalato un aumento del 40% della spesa militare russa previsto per il 2027. In Lettonia, intanto, i risultati parziali delle elezioni legislative hanno indicato in testa Lista unita, formazione del premier uscente Andris Kulbergs, con il 35,4% dei voti e 41 seggi su 100. Il dato lascia prevedere la prosecuzione della linea filoeuropea e del sostegno a Kiev, ma evidenzia anche la crescita dei partiti populisti.