La crisi in Medio Oriente si sviluppa su più fronti, tra la chiusura dei valichi israeliani verso la Cisgiordania e Gaza, gli attacchi nello Yemen e in Arabia Saudita e lo scontro diplomatico tra Iran e Stati Uniti. Al centro resta anche lo Stretto di Hormuz, dove Teheran lega la possibile riapertura al rispetto di sette condizioni e una nave cisterna ha riferito di essere stata colpita, con danni alla sala macchine.
Valichi chiusi per l’anniversario del 7 ottobre
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha disposto una chiusura generale dei valichi verso la Cisgiordania e la Striscia di Gaza nelle giornate del 5 e 7 ottobre, in coincidenza con l’anniversario dell’attacco del 2023. La misura, riferita dal Times of Israel, non riguarda gli israeliani che attraversano i posti di blocco in Cisgiordania.
Secondo Katz, potranno transitare i lavoratori palestinesi essenziali del settore sanitario e altre persone nei casi collegati a impegni assunti dallo Stato davanti all’Alta Corte di Giustizia. Ulteriori deroghe potranno essere autorizzate dal Cogat, l’unità militare israeliana che gestisce gli aspetti civili e umanitari nei territori. Durante quelle giornate non è previsto l’ingresso di nuovi aiuti nella Striscia, mentre il ritiro delle forniture già presenti sul lato di Gaza del valico di Kerem Shalom dovrebbe proseguire. Il Cogat ha sostenuto che la chiusura non avrà conseguenze sulla situazione umanitaria.
Pressioni su Hormuz e scambi di accuse
Una petroliera ha segnalato all’autorità marittima britannica di essere stata raggiunta da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. L’equipaggio è stato indicato come al sicuro e non sono state segnalate conseguenze ambientali. In parallelo, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha riferito di proposte statunitensi trasmesse attraverso un mediatore, ribadendo però che il passaggio marittimo resterà chiuso finché non saranno soddisfatte le richieste di Teheran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha escluso una soluzione militare o basata su nuove sanzioni, indicando nel negoziato l’unica via per chiudere il conflitto con Washington. L’Iran ha inoltre annunciato un nuovo assetto per affrontare la pressione economica. Nel frattempo, la compagnia statale irachena Iraq Oil Tankers Company ha comunicato il trasporto di 2 milioni di barili attraverso Hormuz, definendolo il primo trasferimento di questo tipo effettuato da Baghdad da decenni.
Nel Golfo si sono moltiplicate le accuse reciproche tra Arabia Saudita e Houthi. Fonti regionali hanno riferito di raid sauditi ad Abs, nello Yemen, dopo segnalazioni di lanci yemeniti verso Buqayq e Riad. A Sana’a sarebbero state udite forti esplosioni, mentre fumo e fiamme sono stati segnalati in un impianto di Saudi Aramco. Le informazioni provengono da fonti e media delle parti coinvolte e descrivono una nuova fase di ritorsioni.
La Russia ha offerto la propria mediazione tra Stati Uniti e Iran. Dmitry Medvedev ha assicurato che Mosca intende favorire una soluzione senza rinunciare ai rapporti strategici con Teheran, citando anche la crescita degli scambi commerciali e progetti nei settori ferroviario ed energetico. A Washington, intanto, il presidente Donald Trump ha dichiarato di essere vicino a una decisione sulla linea da adottare verso l’Iran e ha mantenuto aperta l’ipotesi di una risposta dura.
Sul fronte israeliano, l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot ha accusato il governo di Netanyahu di sottrarsi all’istituzione di una commissione d’inchiesta statale sul 7 ottobre, collegando il tema della responsabilità anche al caso del volo Flydubai diretto a Tel Aviv. Gli Stati Uniti hanno inoltre espulso due diplomatici iraniani rimasti a New York oltre il termine stabilito dopo l’Assemblea generale dell’Onu.
Le forze armate israeliane e lo Shin Bet hanno infine confermato un attacco a Gaza contro Ali Ahmed Al-Amoudi, indicato come esponente di vertice di Hamas nella Striscia e già assistente di Yahya Sinwar. Secondo l’esercito, l’operazione ha colpito un appartamento utilizzato per attività operative; non sono stati forniti dettagli sull’esito.