Leopolda conclusa

Renzi: «Meloni sceglierà tra Quirinale e uscita di scena»

Il senatore di Italia Viva apre al campo largo, attacca la maggioranza, ribadisce la linea sull’Ucraina

Renzi: «Meloni sceglierà tra Quirinale e uscita di scena»

La Leopolda si è chiusa a Firenze con l’intervento conclusivo di Matteo Renzi. Dal palco della sedicesima edizione dell’iniziativa, il leader di Italia Viva ha affrontato i principali dossier della politica italiana, dalle possibili alleanze in vista del prossimo appuntamento elettorale alla partita per il Quirinale, passando per economia, politica estera e rapporti con gli schieramenti.

La sfida al governo

Renzi ha sostenuto che il centrodestra potrebbe essere battuto soltanto se il centrosinistra riuscirà a presentarsi unito. Secondo il senatore ed ex presidente del Consiglio, alle ultime elezioni Giorgia Meloni avrebbe prevalso anche grazie alla divisione del fronte progressista in tre parti. Da qui la previsione formulata dal palco: Meloni sarebbe davanti a un bivio, tra l’eventuale elezione al Quirinale e la fine dell’esperienza di governo.

Nel suo intervento, Renzi ha citato anche Roberto Vannacci, ipotizzando che una sua corsa autonoma possa modificare gli equilibri elettorali e accentuare le divisioni a destra. Il leader di Italia Viva ha affermato che Meloni starebbe perdendo consensi per la distanza tra gli annunci e i risultati e ha rivolto un appello a Vannacci, Matteo Salvini e Antonio Tajani, sostenendo che un eventuale inseguimento delle sue posizioni potrebbe danneggiare il centrodestra.

Alleanze e Quirinale

Un passaggio centrale del discorso ha riguardato il possibile rapporto con il Movimento 5 Stelle. Renzi ha detto di vedere più elementi di convergenza che di distanza, ma ha chiesto garanzie al leader Giuseppe Conte e ha indicato tre condizioni: nessun ritorno di Salvini al ministero dell’Interno, nessuna conferma di Giancarlo Giorgetti nel Consiglio dei ministri e nessun schieramento a favore di Donald Trump. Sul ministro dell’Economia, inoltre, ha criticato l’intervento nella vicenda bancaria legata a Unicredit.

Renzi ha chiesto anche che la scelta del futuro presidente della Repubblica ricada su una figura europeista, non sovranista né populista. Ha dichiarato la disponibilità a discutere un programma condiviso e un accordo sul modello tedesco, oltre a primarie per la scelta della leadership del cosiddetto campo largo. Allo stesso tempo ha rivolto un appello ai centristi e ai riformisti di Forza Italia, invitandoli a lasciare il partito per unirsi al progetto di Italia Viva.

Secondo Renzi, il voto politico potrebbe tenersi a novembre, anche se nel testo non viene indicato un appuntamento elettorale già fissato. Il senatore ha assicurato che Italia Viva sarà presente nella prossima legislatura e ha rivendicato un ruolo decisivo per l’elezione del capo dello Stato e per il semestre italiano di presidenza europea. Ha inoltre precisato che non intende candidarsi in un listino blindato.

La posizione sull’Ucraina

In chiusura, Renzi ha dedicato spazio alla guerra in Ucraina, ribadendo che la Russia è l’aggressore. La posizione espressa alla Leopolda è che il conflitto debba essere affrontato anche attraverso la diplomazia, ma che il sostegno militare resti necessario per impedire la scomparsa dello Stato ucraino. Il leader di Italia Viva ha infine definito vergognosa la situazione a Cuba, ricordando di essere stato il primo presidente del Consiglio italiano a recarsi nell’isola.