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Furlan (IV): “Leopolda: idee e proposte per il programma del centrosinistra”

Ex-Ilva: Piani finti di Urso non servono, senza acciaio perdiamo industria

Furlan (IV): “Leopolda: idee e proposte per il programma del centrosinistra”

“Il bilancio della Leopolda è stato molto positivo. Abbiamo visto una grande partecipazione di giovani e discusso di temi decisivi per il futuro del Paese: scuola, università, lavoro, economia, energia, salute e diritti. Sono emerse idee e proposte che devono entrare nel confronto per la costruzione del programma del centrosinistra. Dobbiamo mettere al centro le giovani generazioni, garantendo loro il diritto a un lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito, alla salute e alla possibilità di costruire il proprio futuro nel nostro Paese”.

Lo ha dichiarato la sen. Annamaria Furlan (Italia Viva), intervenendo nella trasmissione  Aria Pulita, programma condotto da Simona Arrigoni sul circuito nazionale Netweek.

“Una priorità – ha aggiunto Furlan – deve essere anche il ceto medio, la spina dorsale del Paese, che sta pagando il peso dell’inflazione, dell’aumento del costo dell’energia e degli affitti e di salari che non riescono a tenere il passo con il costo della vita. Serve una svolta e serve costruire un’alternativa attraverso un programma concreto, capace di sostenere le famiglie, creare opportunità per i giovani e dare al Paese una prospettiva di crescita”.

Sulla questione Ex-Ilva la Senatrice ha dichiarato: “Sull’ex Ilva il ministro Urso è venuto anche a Genova presentando un piano con forni elettrici a Taranto e a Genova. Istituzioni e parti sociali hanno dato la loro disponibilità, ma il ministro non aveva in tasca un progetto industriale concreto. Aveva un’idea. E la politica industriale non si fa con gli annunci, ma con progetti, investimenti e risorse”

“Il rischio va ben oltre il destino, già drammatico, di oltre ventimila lavoratori e delle loro famiglie. Senza produzione nazionale di acciaio saranno colpite la meccanica, l’automotive, le costruzioni e le infrastrutture. Le nostre imprese saranno costrette ad acquistare all’estero, a costi maggiori, una materia prima strategica. I piani finti alla Urso non servono più. L’Italia ha bisogno di produrre acciaio e difendere la propria capacità industriale”, conclude Furlan.