Un lungo silenzio interrotto per riaffermare la memoria della giovane vittima di Garlasco e chiedere rispetto per le decisioni dei giudici. Nella serata di domenica 4 ottobre 2026, lo studio della trasmissione televisiva Verissimo condotta da Silvia Toffanin ha ospitato l’intervento dei coniugi Giuseppe Poggi e Rita Preda. I familiari della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 nella propria abitazione in provincia di Pavia sono tornati a parlare pubblicamente, esprimendo il desiderio di veder conclusa la sovraesposizione mediatica che circonda la vicenda da quasi un ventennio. L’incontro ha offerto l’occasione per ribadire la fiducia nelle sentenze emesse dai tribunali dello Stato.
La commozione per il filmato inedito e il ricordo della figlia
Nel corso del colloquio con la conduttrice, la regia ha proiettato un video d’epoca appartenente all’archivio della famiglia. All’ascolto dell’audio in cui si sente la ragazza parlare, Giuseppe Poggi ha mostrato una profonda commozione, confessando di aver smarrito nel tempo il ricordo del timbro vocale della ragazza. La madre sessantanovenne Rita Preda ha ricordato l’ultimo saluto scambiato sulla soglia di casa prima delle vacanze estive del 2007, sottolineando come l’attenzione della stampa si sia spesso focalizzata sulle ricostruzioni processuali anziché sulla figura della giovane. Entrambi i genitori hanno espresso sofferenza per il clima mediatico creatosi attorno alla tragedia.
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La posizione processuale sulla condanna e la gestione delle perizie
I coniugi si sono soffermati sullo stato delle inchieste, ribadendo che la Corte di Cassazione ha già pronunciato una sentenza definitiva con la condanna dell’ex fidanzato Alberto Stasi. In merito alle recenti ipotesi investigative e alle nuove analisi della Procura della Repubblica di Pavia sul profilo di Andrea Sempio, la coppia ha precisato che prenderà atto di eventuali sviluppi solo di fronte a nuovi provvedimenti formali degli organi giudiziari. La famiglia ha inoltre chiarito la gestione del risarcimento economico stabilito dai giudici, specificando che le somme liquidate sono custodi su un conto corrente cointestato con il figlio Marco Poggi e rimaste inutilizzate in attesa dell’esaurimento di ogni grado di giudizio.