Replica familiare

Pamela Genini, Soncin in aula: scuse respinte dalla madre

La madre rifiuta quanto dichiarato dall’uomo: il legale definisce tardivo ogni pentimento

Pamela Genini, Soncin in aula: scuse respinte dalla madre

Gianluca Soncin, imputato a Milano per l’omicidio di Pamela Genini, ha chiesto scusa in aula per il peso delle proprie azioni. Le sue parole sono state però respinte dalla madre della giovane, che, attraverso l’avvocato Nicodemo Gentile, le ha definite tardive e prive di significato.

Il commento della famiglia

In una pausa dell’udienza, il legale ha riferito la posizione di Una Smirnova, madre della vittima. Le scuse dell’imputato, ha spiegato, sono respinte al mittente perché considerate parole di plastica, incapaci di togliere qualcosa alla gravità di quanto accaduto.

Pamela Genini è stata uccisa quasi un anno fa, dopo aver interrotto la relazione con Soncin, 52 anni. Secondo quanto riportato nel testo dell’accusa, la giovane sarebbe stata colpita con 76 coltellate. L’omicidio è al centro del procedimento giudiziario in corso davanti al tribunale di Milano.

Le parole dell’avvocato

Gentile ha sostenuto che il momento per fermarsi sarebbe stato precedente alle dichiarazioni rese oggi dall’imputato. Il riferimento del difensore è alle suppliche che Pamela avrebbe rivolto all’uomo durante un episodio in cui, secondo la ricostruzione citata, sarebbe stata trascinata per i capelli sul balcone e avrebbe implorato di non essere uccisa.

Proprio a quelle richieste si è richiamato il legale per contestare il valore delle scuse pronunciate in aula. A suo giudizio, Soncin avrebbe dovuto accogliere allora le suppliche della giovane e interrompere la violenza. La posizione della famiglia resta quindi di netta distanza dalle dichiarazioni dell’imputato, mentre il procedimento prosegue a Milano.