È scaduto alla mezzanotte il taglio di 6,1 centesimi al litro applicato al gasolio. Da oggi il prezzo del diesel torna quindi a salire dello stesso importo, dopo la fine della misura temporanea disposta dal governo. Sulla Gazzetta Ufficiale, infatti, non risulta pubblicato l’atteso decreto ministeriale con la doppia firma del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e del ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il provvedimento avrebbe dovuto attivare il meccanismo delle accise mobili, utilizzando l’extragettito Iva legato all’aumento del prezzo dei carburanti. In assenza del decreto, al momento non si è concretizzata la proroga dello sconto annunciata come possibile dall’esecutivo. Il gasolio torna così ai livelli precedenti alla riduzione, mentre resta aperta la discussione su eventuali interventi mirati.
La riduzione applicata nelle ultime settimane
Il taglio era stato inizialmente fissato in 17 centesimi al litro, ma l’importo era stato progressivamente ridotto. Nel Consiglio dei ministri del 16 settembre, un decreto legge aveva previsto una riduzione di 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre e successivamente di 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre compreso. La misura era stata finanziata attraverso riduzioni di alcune voci di spesa dei ministeri.
Nello stesso Consiglio dei ministri era stata approvata anche l’eliminazione del bollo auto dal 2027 per i veicoli di media potenza, una misura distinta rispetto all’intervento temporaneo sulle accise. Per il diesel, invece, la scadenza fissata al 5 ottobre ha fatto venir meno il taglio in assenza dell’atto amministrativo necessario a rinnovarlo.
Come avrebbe funzionato il meccanismo
Il sistema delle accise mobili è pensato come un calmiere collegato all’andamento dei prezzi petroliferi. Quando il costo del greggio aumenta, cresce anche l’Iva incassata dallo Stato, perché l’imposta viene calcolata su un prezzo più elevato. L’extragettito può essere destinato alla riduzione dell’accisa, compensando l’aumento alla pompa senza ricorrere a nuove risorse di bilancio.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva sostenuto che il 5 ottobre non si sarebbe arrivati a una completa cessazione dello sconto proprio grazie alla riattivazione di questo meccanismo, descritto dall’esecutivo come ormai pienamente operativo. La mancata pubblicazione del decreto sui due ministeri, però, lascia per ora senza effetto la proroga attesa.
Rimane inoltre da definire il contenuto delle misure mirate annunciate dal governo per i redditi più bassi e per alcune categorie professionali, tra cui l’autotrasporto. Nelle ultime settimane i listini avevano intanto mostrato segnali di calo e stabilizzazione, anche dopo l’introduzione di un tetto ai prezzi da parte di Eni, Ip, Q8 e Tamoil, frutto dell’interlocuzione avviata dall’esecutivo con le compagnie.
Secondo le ultime rilevazioni citate di Staffetta Quotidiana, il price cap ha interessato circa 22mila stazioni di servizio presenti sul territorio italiano. Parallelamente, il petrolio ha registrato un rialzo: il Brent, riferimento europeo, è salito dello 0,530 per cento a 100,85 dollari al barile, mentre il Wti, riferimento statunitense, ha segnato un aumento dello 0,45 per cento a 89,88 dollari.