Intervento Cida

Mattarella: i dirigenti pubblici servano esclusivamente la Nazione

Nel discorso, il Capo dello Stato richiama coesione, innovazione e dimensione europea

Mattarella: i dirigenti pubblici servano esclusivamente la Nazione

Sergio Mattarella ha richiamato il dovere dei funzionari pubblici di operare a servizio esclusivo della Nazione, sottolineando al tempo stesso l’autonomia e la responsabilità sociale di chi ricopre ruoli dirigenziali. Il presidente della Repubblica è intervenuto in occasione dell’80° anniversario della Cida, la Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità.

Nel suo intervento, Mattarella ha osservato che il titolo scelto per l’assemblea esprime la volontà di andare oltre le specifiche competenze professionali e di contribuire ad affrontare il cambiamento d’epoca in corso. Per il capo dello Stato, l’esercizio delle funzioni dirigenziali deve essere guidato dall’etica professionale, dalla consapevolezza del ruolo svolto nella comunità e dall’obiettivo di promuovere il progresso collettivo.

Innovazione e centralità della persona

Il presidente ha descritto un mondo attraversato da trasformazioni rapide, alle quali occorre tenere il passo. Tra le principali sfide ha indicato lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale e della robotica. Questi strumenti, ha spiegato, non dovrebbero essere utilizzati soltanto per aumentare i profitti o migliorare l’efficienza, ma anche per sostenere una crescita qualitativa e un’organizzazione produttiva e sociale capace di valorizzare la persona e tutelarne la dignità.

Secondo Mattarella, l’impegno riguarda quotidianamente le funzioni dirigenti private e pubbliche, i servizi essenziali e i settori emergenti. Questi ambiti rappresentano una struttura fondamentale per una società che voglia rimanere protagonista del proprio futuro. Il presidente ha collegato il tema del lavoro ai principi costituzionali, indicandolo come base per l’universalità dei diritti della persona e, insieme, per l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

Il ricordo delle vittime del terrorismo

Nel discorso è stato ricordato anche il prezzo pagato da alcuni dirigenti durante gli anni del terrorismo. Mattarella ha citato Pietro Coggiola, Carlo Ghiglieno, Manfredo Mazzanti, Renato Briano e Giuseppe Taliercio, assassinati dalle Brigate rosse perché considerati simboli del modello sociale e produttivo italiano.

Il capo dello Stato ha sottolineato che l’Italia riuscì a sconfiggere il terrorismo grazie ai propri valori civili e alla propria unità. Da qui l’invito a non disperdere quella coesione di fondo anche quando asprezze e contrapposizioni politiche o di merito assumono un ruolo centrale nel dibattito pubblico.

In conclusione, Mattarella ha indicato l’Europa come la dimensione nella quale pensare e agire. La consapevolezza di questa appartenenza, ha sostenuto, è necessaria per rafforzare il modello sociale europeo, considerato un patrimonio da preservare attraverso scelte coerenti da parte delle istituzioni.