Emergenza energetica

Blackout e rischio lockdown energetico: il climatologo avverte

Riccardo Valentini: "Siamo noi i veri responsabili del cambiamento climatico".

Blackout e rischio lockdown energetico: il climatologo avverte

Il climatologo Riccardo Valentini ha lanciato un allerta riguardo ai recenti blackout causati dall’uso intensivo dei condizionatori in Italia, evidenziando il rischio di un possibile lockdown energetico. In particolare, Torino ha subito cinque ore di blackout a causa del caldo, mentre in altre città come Milano, Bergamo e Monza si sono registrati sedici episodi di interruzione della corrente. Con circa 14 milioni di italiani in possesso di un condizionatore, il fabbisogno di elettricità a Milano è aumentato del 38% nell’ultima settimana, contribuendo a un consumo globale di energia che ormai dipende per quasi il 10% dai condizionatori.

Valentini, insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2007 per il suo lavoro con l’International Panel on Climate Change (Ipcc), ha dichiarato che i blackout costano all’Italia oltre 150 milioni di euro all’anno, considerando danni e merci deteriorate. “Indietro non si torna: possiamo solo lavorare per evitare che diventi ancora più caldo”, ha affermato, sottolineando che i consumi estivi non sono attualmente regolati da divieti o limiti.

I blackout e i condizionatori

Secondo Valentini, l’attuale ondata di caldo è senza precedenti e non è solo una sua opinione, ma è supportata da dati scientifici. “Ci sarà sempre qualcuno che dirà che è normale, che il cambiamento climatico non c’entra. Ma non è vero, siamo noi i veri responsabili di questa situazione”, ha aggiunto. La temperatura media della Terra e degli oceani è già aumentata di 1,5 gradi e si prevede un ulteriore aumento verso i 2 gradi. Questo cambiamento, sebbene possa sembrare non allarmante, ha conseguenze enormi, come indicano alcuni modelli che prevedono la scomparsa della Groenlandia con un aumento di 3,5 gradi.

La temperatura e la variabilità climatica

Il professore ha anche messo in guardia sulla grande variabilità climatica che accompagna l’aumento delle temperature. Ciò comporterà estati sempre più torride e inverni con picchi di freddo intensi, creando gravi problemi per l’agricoltura. La durata di questa ondata di caldo è preoccupante e deriva da un blocco di circolazione sul bacino del Mediteraneo, un’atmosfera che intrappola calore a causa dell’effetto serra e l’influenza di el Niño, che sta cominciando a manifestarsi.