Inquinamento e agricoltura

Eccesso di azoto e allevamenti animali nella calda Pianura Padana

La Pianura Padana affronta una crisi ambientale legata agli allevamenti intensivi e all'eccesso di nitrati.

Eccesso di azoto e allevamenti animali nella calda Pianura Padana

La Pianura Padana, in questa estate particolarmente calda, si trova al centro di una crisi ambientale legata all’eccesso di azoto e alla concentrazione di allevamenti animali. Secondo Greenpeace, l’inquinamento del suolo e delle acque è direttamente correlato ai sovraccarichi di nitrati, una situazione aggravata dal riscaldamento climatico.

Il paesaggio che si presenta è caratterizzato da un susseguirsi di capannoni, allevamenti intensivi di suini, stalle di bovini e allevamenti avicoli. Tra un allevamento e l’altro, i campi sono prevalentemente coltivati a mais, utilizzato per la produzione di mangimi. Decine di getti d’acqua ad alta pressione irrigano i campi, mentre autobotti spandono i liquami prodotti dagli allevamenti. Aprendo il finestrino dell’auto, si percepisce un forte odore di letame, che si mescola al caldo estremo di questi giorni.

La situazione nelle province

In particolare, le province di Cremona, Mantova e Brescia ospitano la maggior parte degli allevamenti italiani. Maria Grazia Bonfante, ex sindaca di Vescovato, in provincia di Cremona, evidenzia che in questo comune di 4.000 abitanti ci sono circa 70.000 suini. Bonfante, ora coordinatrice del gruppo ambientalista Terre Nostre, denuncia l’inquinamento legato agli allevamenti intensivi, affermando che qui si concentra il 75% della produzione di reflui zootecnici nazionale.

La situazione è tale che l’Italia è attualmente in procedura di infrazione europea per l’eccesso di nitrati e il rischio di inquinamento delle acque. Lombardia e Veneto hanno già adottato programmi d’azione per il periodo 2024-2027. “Ogni anno, la regione Lombardia pubblica un rapporto sui comuni vulnerabili ai nitrati”, spiega Bonfanti. Tuttavia, nonostante le tecnologie promesse per migliorare l’impatto dell’agricoltura e degli allevamenti, il numero di comuni vulnerabili continua ad aumentare. Attualmente, un quarto dei comuni lombardi è totalmente vulnerabile, mentre metà è parzialmente vulnerabile.

Controlli e campionamenti

In un’azienda agricola della provincia di Mantova, un team di Greenpeace sta effettuando campionamenti delle acque destinate al consumo umano per verificare la contaminazione da azoto. Simona Savini, responsabile della campagna agricoltura per Greenpeace, sottolinea che gli allevamenti intensivi producono una grande quantità di sostanze a base di azoto, che vengono disperse sui terreni. Dopo la fertilizzazione, l’azoto in eccesso viene dilavato e si trasforma in nitrati, che sono altamente solubili e possono contaminare sia le acque superficiali che quelle sotterranee.