Aria tossica nei centri urbani. Un residente su venti nei nuclei cittadini dell’Unione Europea affronta un rischio quotidiano legato alla qualità dell’aria. Nel corso del 2023 (anno campione per questa analisi), ben 182.000 decessi sul territorio comunitario sono stati collegati all’esposizione continuativa al particolato fine (PM2.5), prodotto prevalentemente da sistemi di riscaldamento residenziale, attività industriali e trasporti. L’ultimo aggiornamento diffuso martedì 8 settembre 2026 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) evidenzia un quadro critico: l’Italia conquista il primato negativo nel continente per mortalità attribuibile al particolato sottile, registrando 43.083 vittime in un anno, cifra nettamente superiore a Germania (21.640) e Francia (14.741).
Indicatori di rischio e metodologia dell’Agenzia Europea dell’Ambiente
Monitoraggio su larga scala. L’European City Air Quality Viewer ha analizzato 761 centri urbani continentali, valutando i rischi per la salute associati all’esposizione a lungo termine a tre inquinanti: particolato fine (PM2.5), diossido di azoto (NO2) e ozono (O3). Il modello calcola l’impatto complessivo sulla mortalità combinando i valori dei tre agenti nocivi secondo le linee guida stilate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2021. La classificazione suddivide i centri in dieci decili di rischio: il primo raggruppa il 10% dei luoghi con l’aria più pulita, mentre il decimo racchiude le realtà con la mortalità presunta più elevata. I dati cartografici si basano sulle mappe dell’European Topic Centre for Human Health and the Environment (ETC-HE) con una risoluzione di 1×1 chilometro quadrato.
Criteri di selezione e differenze tra modellazione e misurazioni
Evoluzione dei parametri d’analisi. La graduatoria include i nuclei urbani presenti nel database Urban Audit della Commissione Europea con popolazione superiore a 50.000 residenti. Rispetto agli anni precedenti, in cui il ranking considerava unicamente le stazioni di monitoraggio a terra per il PM2.5 limitando il campione a 372 centri, la nuova analisi adotta dati modellati comprendendo anche NO2 e O3. Per analizzare l’evoluzione storica delle concentrazioni nei singoli punti, l’AEA affianca al ranking un visualizzatore di tendenze basato sulle rilevazioni ufficiali fornite dalle stazioni locali.
Le dieci città italiane con la peggiore qualità dell’aria
Pianura Padana maglia nera. L’analisi dei dati rileva come le aree urbane del Nord Italia occupino le posizioni peggiori dell’intero continente (vicine al limite massimo di 761 della graduatoria globale europea per rischio di mortalità). Di seguito la classifica dei dieci centri urbani italiani con i livelli di inquinamento più elevati:
- Milano (Posizione europea: 760/761) — Concentrazione PM2.5: 20 µg/m³, NO2: 30 µg/m³, O3: 110 µg/m³.
- Monza (Posizione europea: 759/761) — Concentrazione PM2.5: 21 µg/m³, NO2: 26 µg/m³, O3: 107 µg/m³.
- Torino (Posizione europea: 758/761) — Concentrazione PM2.5: 19 µg/m³, NO2: 28 µg/m³, O3: 102 µg/m³.
- Brescia (Posizione europea: 757/761) — Concentrazione PM2.5: 19 µg/m³, NO2: 24 µg/m³, O3: 106 µg/m³.
- Saronno (Posizione europea: 756/761) — Concentrazione PM2.5: 19 µg/m³, NO2: 24 µg/m³, O3: 114 µg/m³.
- Cremona (Posizione europea: 754/761) — Concentrazione PM2.5: 20 µg/m³, NO2: 20 µg/m³, O3: 105 µg/m³.
- Padova (Posizione europea: 753/761) — Concentrazione PM2.5: 20 µg/m³, NO2: 21 µg/m³, O3: 103 µg/m³.
- Busto Arsizio (Posizione europea: 752/761) — Concentrazione PM2.5: 19 µg/m³, NO2: 22 µg/m³, O3: 108 µg/m³.
- Vicenza (Posizione europea: 751/761) — Concentrazione PM2.5: 20 µg/m³, NO2: 19 µg/m³, O3: 104 µg/m³.
- Gallarate (Posizione europea: 749/761) — Concentrazione PM2.5: 19 µg/m³, NO2: 22 µg/m³, O3: 107 µg/m³.
Politiche europee e strumenti di consultazione pubblica
Piani di riduzione e impatto economico. Sebbene i provvedimenti normativi adottati negli ultimi tre decenni abbiano ridotto le emissioni complesse, la contaminazione atmosferica rappresenta la principale minaccia ambientale per la salute pubblica. L’AEA mette a disposizione degli utenti cruscotti interattivi sul portale Air Quality Portal per verificare le concentrazioni giornaliere e storiche, stimare i costi sanitari delle morti premature e consultare le schede dell’Urban PM2.5 Atlas volte a supportare gli obiettivi del Piano d’azione per l’inquinamento zero dell’Unione Europea.