I sistemi informatici della Camera dei deputati hanno subito un’offensiva informatica su vasta scala che ha preso di mira numerosi account di posta elettronica, compreso l’indirizzo da parlamentare della premier Giorgia Meloni. L’evento si è verificato nella giornata di martedì 27 ottobre 2026 all’interno della sede istituzionale di Montecitorio, a Roma, dove i tecnici specializzati sono intervenuti tempestivamente per limitare i danni e mantenere il controllo delle infrastrutture digitali. Da Palazzo Chigi è stato subito chiarito che la casella di posta coinvolta non coincide con il canale ufficiale impiegato dalla leader dell’esecutivo per le comunicazioni d’organo.
Le autorità competenti hanno avviato i protocolli di sicurezza standard previsti per la protezione della rete parlamentare.
“Si tratta di una questione che non ha carattere di emergenza e che si presenta quotidianamente.”
Fonti interne a Montecitorio hanno ridimensionato la portata dell’evento, specificando come la struttura di protezione sia costantemente operativa per respingere intrusioni esterne. L’infrastruttura di difesa ha agito in sinergia con la struttura pubblica preposta alla tutela dello spazio cibernetico nazionale.
“Sono state messe in campo tutte le misure di protezione, anche in collaborazione con Acn con cui è attivo un protocollo specifico.”
Per arginare l’azione dei pirati informatici, gli esperti tecnici hanno adottato procedure cautelari sull’infrastruttura di rete della Camera.
“Le misure possono prevedere anche la temporanea disattivazione di alcune funzionalità dei sistemi informatici, secondo prassi. Risulta peraltro che da alcuni giorni si siano intensificati analoghi tentativi di attacco e pressioni sui sistemi informatici anche verso altre istituzioni nazionali, europee e internazionali.”
L’intervento della magistratura capitolina e le indagini sul sistema informatico
La Procura della Repubblica di Roma ha intrapreso i primi passi formali in attesa di ricevere la documentazione dettagliata predisposta dagli specialisti della Polizia Postale. I magistrati di piazzale Clodio procederanno con l’apertura di un fascicolo processuale finalizzato a perseguire il reato di accesso abusivo a sistema informatico. L’azione investigativa mira a individuare i responsabili e la matrice dell’incursione cibernetica, in un contesto generale caratterizzato dall’innalzamento della minaccia verso i portali delle istituzioni pubbliche italiane ed estere.