“Per mesi ci hanno raccontato che il prezzo della benzina in Italia fosse semplicemente il risultato delle accise e dei costi dell’energia. Oggi, però, basta che il governo solleciti Eni e che le altre compagnie si adeguino per vedere comparire sconti significativi. È difficile non chiedersi cosa sia successo nei mesi precedenti”.
Lo ha dichiarato l’ on. Fabrizio Benzoni (Azione), intervenendo nella trasmissione Aria Pulita, programma condotto da Simona Arrigoni sul circuito nazionale Netweek, sul tema del prezzo dei carburanti.
“Non mi convince neppure la formula dell’‘extra profitto’, che rischia di diventare uno slogan utile a non affrontare il problema vero. In un’economia di mercato bisogna parlare di concorrenza: se per mesi i consumatori italiani hanno pagato la benzina più dei cittadini di altri Paesi europei e improvvisamente i prezzi possono scendere, evidentemente c’è qualcosa che non ha funzionato nel mercato”.
“Le compagnie petrolifere non fanno beneficenza e hanno tutto il diritto di fare profitti. Il punto è un altro: se quei prezzi potevano essere abbassati prima, perché non lo sono stati? E se oggi una compagnia riduce significativamente i prezzi e tutte le altre la seguono immediatamente, è compito delle autorità verificare se il mercato abbia funzionato davvero in modo concorrenziale”.
“Il governo non può limitarsi a chiedere uno sconto a Eni e poi presentarlo come una soluzione. Deve chiedersi perché siamo arrivati a questo punto e intervenire sulle condizioni strutturali del mercato. La concorrenza non può funzionare a comando, quando interviene il governo: deve funzionare sempre, perché a pagare le conseguenze di un mercato che non funziona sono prima di tutto i cittadini”.