Accordo interreligioso

Firmato a Roma un accordo interreligioso tra 15 comunità religiose

Il Cardinale Zuppi invita a risolvere i conflitti attraverso il diritto.

Firmato a Roma un accordo interreligioso tra 15 comunità religiose

Il 25 giugno 2026, all’Ara Pacis di Roma, è stato firmato un accordo interreligioso storico da rappresentanti di quindici comunità religiose, tra cui cristianesimo, islam, ebraismo, buddhismo, induismo, sikhismo e bahaismo. Il Patto interreligioso comune, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, mira a promuovere il dialogo interreligioso e a contrastare ogni forma di estremismo e strumentalizzazione della fede.

Il documento, intitolato La via italiana del dialogo, è il risultato di un lavoro durato tre anni e impegna i firmatari a difendere il confronto tra le diverse fedi, respingendo l’uso della religione per alimentare conflitti e divisioni. Il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, ha sottolineato l’importanza di questo accordo, che arriva a 40 anni dall’incontro interreligioso di Assisi presieduto da Papa Giovanni Paolo II.

I principi e valori ispiratori

Nel preambolo del documento si legge: “Abbiamo imparato a guardarci negli occhi, a vincere i reciproci pregiudizi”. L’accordo sancisce valori comuni come pace, giustizia e solidarietà, in un contesto sociale segnato da conflitti e estremismi. Il Cardinale Zuppi ha evidenziato la necessità di un dialogo che contrasti la polarizzazione e la violenza.

Impegno contro antisemitismo e islamofobia

Il Patto prevede un impegno esplicito delle comunità religiose a combattere l’antisemitismo e l’islamofobia. Durante la cerimonia, Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane, e Yassine Baradai, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche in Italia, hanno condiviso messaggi di unità e diversità, sottolineando l’importanza di lavorare insieme per la pace.

Inoltre, l’accordo si propone di valorizzare il ruolo delle donne nelle tradizioni religiose e di affrontare questioni ambientali, sostenendo il disarmo nucleare e il contrasto al cambiamento climatico. Questo impegno è visto come una responsabilità comune per garantire un futuro migliore.

Il Rapporto Immigrazione 2025 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes evidenzia la presenza di oltre 5,4 milioni di stranieri regolarmente residenti in Italia, rappresentando il 9,2% della popolazione totale, con una diversità religiosa che arricchisce il tessuto sociale del Paese.