Messaggio pontificio

Leone XIV: no al suicidio assistito e vigilanza sugli abusi

A Lourdes richiama il valore inviolabile dell’esistenza e chiede prevenzione, assistenza e protezione per le vittime

Leone XIV: no al suicidio assistito e vigilanza sugli abusi

Leone XIV ha ribadito il no della Chiesa al suicidio assistito durante l’incontro con i malati e gli operatori dell’Accueil Notre-Dame, a Lourdes. Nel suo intervento, il pontefice ha insistito sul valore inviolabile di ogni persona, in particolare di chi affronta patologie gravi e dolori difficili da sopportare. La dignità, ha affermato, non dipende dalle condizioni fisiche, dall’autonomia o dalle decisioni delle istituzioni, ma appartiene all’essere umano per il semplice fatto di esistere.

Rivolgendosi ai presenti, il Papa ha osservato che per alcuni malati l’orizzonte può apparire cupo e senza una via d’uscita. Proprio per questo, ha aggiunto, nessuna legge deve far perdere la certezza della propria dignità. La possibilità di togliere la vita in nome di una presunta compassione, secondo Leone XIV, deve essere respinta: il fatto che una pratica sia legale non significa necessariamente che sia morale. Agli ammalati ha inoltre detto di non considerarsi un peso, definendoli una presenza preziosa per la Chiesa e per l’intera umanità.

Il ruolo della medicina

Nel discorso rivolto agli operatori sanitari, il pontefice ha descritto la cura come un servizio alla persona sofferente e non come un mezzo per eliminarla. A medici, infermieri, barellieri, cappellani e volontari ha chiesto di essere servitori della vita, richiamando anche un precedente intervento pronunciato davanti alla fondazione Lejeune. In quella prospettiva, la medicina non dovrebbe affidare ad analisi o strumenti tecnici la decisione sul destino di un embrione o di una persona anziana.

Leone XIV ha quindi sollecitato nuovi investimenti nelle e nella ricerca, insieme a un accompagnamento umano dei malati. Ha indicato l’attività svolta a Lourdes come esempio di una rete composta da personale sanitario e operatori pastorali, impegnata a prendersi cura tanto dei corpi quanto delle dimensioni interiori della sofferenza. Nel suo intervento ha anche ripreso una riflessione di Giovanni Paolo II sulla necessità di uno sguardo capace di riconoscere nella vita gratuità, bellezza e responsabilità.

Il richiamo sui minori

In un secondo momento, durante un incontro a porte chiuse con i vescovi francesi, il Papa ha affrontato il tema degli abusi sui minori commessi da membri del clero o verificatisi in ambito ecclesiale. Nel discorso diffuso dal Vaticano, ha riconosciuto il lavoro compiuto negli ultimi anni dalla Conferenza episcopale francese attraverso l’ascolto delle vittime, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono e la riparazione.

Il pontefice ha definito gli abusi un doloroso flagello e ha invitato a proseguire lungo la strada già intrapresa, mantenendo la massima vigilanza e rafforzando la cultura della prevenzione e della protezione. Allo stesso tempo, ha sottolineato la necessità di sostenere il clero, affinché la figura del sacerdote sia riconosciuta e compresa dalla comunità. Il messaggio rivolto ai vescovi unisce così la richiesta di fermezza contro i crimini alla responsabilità di costruire ambienti più sicuri e di accompagnare il percorso della Chiesa francese.