Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto, con provvedimento del 1° settembre 2026, un progressivo riavvicinamento dei tre minori alla famiglia, nota alle cronache come la “famiglia nel bosco”. La decisione prevede una ripresa dei contatti articolata in più fasi sotto il diretto controllo dei servizi sociali. La decisione, illustrata dall’avvocato della famiglia Simone Pillon, non stabilisce quindi un ritorno immediato alla situazione auspicata dai genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ma introduce un percorso graduale volto a valutare il reinserimento scolastico, la socializzazione e l’adattamento della vita familiare nella loro abitazione.

Secondo quanto riferito dal legale, il provvedimento prevede rientri diurni immediati a Palmoli (in provincia di Chieti). I tre bambini, che dalla fine di novembre 2025 si trovavano in una struttura protetta a Vasto, potranno così trascorrere parte della giornata nella località indicata, nell’ambito delle modalità stabilite dai giudici. Il decreto rappresenta, nelle parole dell’avvocato, una correzione parziale rispetto alle decisioni precedenti.
Il percorso previsto dal decreto: scuola e rientri graduali
Un elemento centralissimo della decisione riguarda l’istruzione: la priorità indicata dai giudici è l’inserimento dei bambini nella scuola pubblica ordinaria, dopo che per mesi hanno seguito un percorso di istruzione parentale ed ex esami estivi, preparati recentemente da una maestra in pensione per colmare le lacune rilevate.
La seconda fase scatterà da ottobre, con la possibilità di trascorrere in famiglia anche le notti del fine settimana. Il calendario delineato dal tribunale prevede dunque prima i rientri durante il giorno e, successivamente, l’estensione della permanenza ai pernottamenti. Non è stata fissata una data precisa per il ricongiungimento definitivo: spetterà ai servizi sociali monitorare la progressione e riferire al tribunale.
Pillon ha commentato il provvedimento leggendo davanti ai giornalisti un comunicato. Il decreto risulta firmato dalla presidente Angrisano negli ultimi giorni del suo servizio all’Aquila. Nel testo, il legale sottolinea che la decisione modifica in parte il quadro definito dai precedenti provvedimenti e dispone un avvicinamento progressivo.
La posizione dell’avvocato e dei genitori
Per il difensore, il nuovo assetto costituisce un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale. La valutazione resta però accompagnata dalla critica per il fatto che il percorso giudiziario della famiglia non si sia ancora concluso con il pieno ricongiungimento.
I genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, hanno accolto con favore la prospettiva di riavere i figli, avendo anche presentato progetti di adeguamento abitativo e organizzativo. Pillon aveva sostenuto che le criticità inizialmente contestate fossero ormai ampiamente superate e che il nucleo familiare fosse pronto a riunirsi pienamente. La decisione, pur consentendo il rientro graduale, lascia comunque aperto l’obiettivo finale indicato dalla difesa: il completo ricongiungimento familiare.
Le origini della vicenda (novembre 2025)
La vicenda ha avuto inizio il 20 novembre 2025, quando il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei tre fratelli dal casolare di Palmoli per trasferirli nella struttura protetta di Vasto.
Le motivazioni del provvedimento non risiedevano semplicemente nella scelta della famiglia di vivere isolata nella natura o di praticare l’istruzione parentale, ma riguardavano criticità relazionali e di collaborazione con gli operatori e i servizi sociali. L’intransigenza iniziale della coppia aveva persino portato diversi legali a rinunciare alla loro difesa prima dell’arrivo di Pillon.
Il punto di vista dei giudici e la rilevanza mediatica
Dal punto di vista della giustizia minorile, il criterio guida della decisione resta il prioritario interesse dei minori rispetto ai conflitti tra adulti. Per questo motivo, i giudici hanno evitato un trasferimento immediato e non mediato, optando per una fase di verifica dell’adattamento scolastico, sociale e familiare. Tuttavia, la riapertura ai rientri dimostra che la vita con i genitori non viene più considerata incompatibile con la tutela dei minori.
Negli ultimi mesi, la storia della “famiglia nel bosco” si è trasformata in un vero e proprio caso mediatico e politico, toccando temi sensibili come la libertà educativa, la discrezionalità dei servizi sociali e i limiti della potestà genitoriale — portando la coppia persino in Senato a colloquio con Ignazio La Russa. La risoluzione tracciata il 1° settembre 2026 fissa ora un percorso concreto e monitorato verso la normalità.