Il Premio Nobel per la pace 2026 sarà assegnato oggi a Oslo, ma l’esito resta incerto. In attesa dell’annuncio, gli esperti di Sisal hanno indicato le candidature considerate più probabili sulla base delle quote: in testa c’è la risposta umanitaria all’emergenza in Sudan, proposta a 5,00.
La graduatoria elaborata dal bookmaker colloca al secondo posto, con una quota di 7,50, l’attivista ucraino per i diritti dell’infanzia Mykola Kuleba. Segue Save the Children, a 9,00. Tra le altre organizzazioni citate figurano la Corte internazionale di giustizia, a 12, l’Unhcr, a 16, e il Comitato per la protezione dei giornalisti, indicato a 20 per il suo impegno nella difesa della libertà di stampa.
Le candidature e la cerimonia
Le candidature complessive sono 287: 208 riguardano persone e 79 organizzazioni. Haakon Gjerløw, direttore dell’Istituto di ricerca sulla pace di Oslo, ha sottolineato l’importanza della collaborazione internazionale, indicando nel premio anche un richiamo alla necessità di lavorare insieme in una fase segnata da conflitti e tensioni geopolitiche.
Il riconoscimento era stato assegnato lo scorso anno alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado. Per il 2026 è prevista una dotazione di 12 milioni di corone svedesi, un milione in più rispetto all’edizione precedente. La consegna si terrà il 10 dicembre a Oslo, mentre gli altri premi Nobel saranno conferiti a Stoccolma. La settimana dei riconoscimenti terminerà lunedì con l’annuncio del premio per le scienze economiche.
L’ipotesi della cooperazione orbitale
Tra le candidature più insolite compare la Stazione Spaziale Internazionale, proposta a 20. Secondo la valutazione riportata da Sisal, la struttura potrebbe essere considerata un esempio duraturo di cooperazione scientifica: da oltre 25 anni ospita attività comuni e, anche durante il deterioramento dei rapporti tra Russia e Paesi occidentali seguito alla guerra in Ucraina, ha continuato a riunire astronauti e cosmonauti di nazioni contrapposte sulla Terra.
L’eventuale successo della Iss coinciderebbe inoltre con la World Space Week, la settimana internazionale dedicata alla scienza e alla tecnologia spaziale e al loro contributo al miglioramento della condizione umana. Restano tra le ipotesi anche il Vaticano, con papa Leone XIV a 40, Julian Assange a 100, Donald Trump e Greta Thunberg a 150. L’opzione considerata meno probabile è Elon Musk, la cui quota arriva a 500.