Caso Rai

Ranucci: «Spostamento da Report? Sono tranquillissimo»

Durante un incontro pubblico, il giornalista ha commentato anche il procedimento sull’attentato ai suoi danni

Ranucci: «Spostamento da Report? Sono tranquillissimo»

Sigfrido Ranucci ha commentato le indiscrezioni su un possibile spostamento da Report durante un incontro a Cerveteri, in provincia di Roma, a margine dello spettacolo Diario di un trapezista. Il conduttore ha detto di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali dai vertici della Rai e di aver appreso la notizia dalle agenzie.

«La decisione della Rai di un mio spostamento da Report? Beh, mi sembra abbiano deciso, no?», ha affermato Ranucci. Il giornalista ha aggiunto che non sarebbe la prima volta che, a suo avviso, vengono avanzate iniziative nei suoi confronti. Ha ricordato la richiesta di licenziamento del 2000, successiva al ritrovamento dell’intervista a Paolo Borsellino, il tentativo collegato all’inchiesta su Fallujah nel 2005 e la vicenda dell’Autogrill, fino alla situazione attuale.

Il percorso in Rai

Alla domanda sulle sue condizioni e su un eventuale incontro già fissato con i dirigenti, Ranucci ha risposto di non essere preoccupato. «Io sono tranquillissimo perché ho la coscienza a posto», ha dichiarato, ricordando i suoi 35 anni in Rai. Il giornalista ha spiegato di essere entrato come assistente di programma e di aver costruito il proprio percorso senza sponsor politici o sindacali, citando tra le persone incontrate professionalmente Roberto Morione e Milena Gabanelli.

Ranucci ha poi ripercorso alcuni incarichi svolti nel servizio pubblico: inviato, caporedattore, conduttore e autore di diverse trasmissioni. Nel rivendicare il valore del proprio lavoro, ha definito Report la migliore trasmissione della storia del giornalismo d’inchiesta italiano e ha sostenuto di essere il giornalista più premiato nella storia della Rai. Ha inoltre riferito di aver attraversato indenne oltre 240 atti di citazione.

L’inchiesta sull’attentato

Nel corso dell’incontro si è parlato anche dell’indagine sull’attentato ai danni di Ranucci, procedimento nel quale risulta indagato l’imprenditore e faccendiere Valter Lavitola. Rispondendo a una domanda sulla loro presunta amicizia, il conduttore ha respinto l’idea di considerarsi una persona pura o estranea ai rapporti con figure controverse.

«Io sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città dalle grate di un tombino perché faccio questo», ha detto, riferendosi al lavoro giornalistico d’inchiesta. Ranucci ha quindi aggiunto, con una provocazione, che se potesse cenare con Totò Riina lo farebbe. Le dichiarazioni sono arrivate mentre resta aperta la questione sul suo futuro professionale all’interno della Rai, sulla quale, ha precisato, non gli sarebbe stata ancora comunicata alcuna decisione direttamente.