SVOLTA EUROPEA

Truffe bancarie, la Corte Ue rafforza le tutele dei consumatori: quando la banca deve rimborsare

La sentenza del 15 ottobre chiarisce gli obblighi degli istituti di credito in caso di operazioni di pagamento non autorizzate

Truffe bancarie, la Corte Ue rafforza le tutele dei consumatori: quando la banca deve rimborsare

Una maggiore tutela per i consumatori vittime di frodi bancarie, ma senza automatismi: è questo il principio che emerge dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 15 ottobre 2026, relativa al rimborso delle operazioni di pagamento non autorizzate.

Una decisione importante per chi subisce un raggiro informatico e si vede sottrarre denaro dal conto, soprattutto quando la banca respinge la richiesta di restituzione sostenendo che il cliente non abbia adottato le necessarie precauzioni.

Truffe bancarie e tutela dei consumatori, ecco la svolta Ue

La pronuncia interviene su un punto centrale: la grave negligenza del cliente, da sola, non è sufficiente a escludere l’obbligo della banca di rimborsare immediatamente un’operazione non autorizzata.

In linea generale, infatti, il rimborso deve avvenire entro la fine della giornata lavorativa successiva alla segnalazione, salvo le eccezioni previste dalla normativa.

Il caso esaminato (avvenuto in Polonia) riguardava una vittima di phishing che aveva perso circa 700 euro.

La vicenda ha permesso alla Corte di precisare i limiti entro cui gli istituti di credito possono sottrarsi agli obblighi di rimborso e le condizioni che devono essere rispettate per valutare la condotta del cliente.

Rimborso non automatico, ogni caso va valutato.

La decisione non significa, tuttavia, che ogni persona truffata abbia diritto incondizionato alla restituzione delle somme.

È fondamentale distinguere tra un pagamento eseguito da terzi senza l’autorizzazione del titolare del conto e un bonifico che il cliente dispone personalmente, seppure indotto in errore da un truffatore.

È proprio su questa distinzione che si concentra l’attenzione di Codici Lombardia, che invita i consumatori a non considerare la sentenza come una garanzia automatica, ma come un importante riferimento per contestare eventuali dinieghi non adeguatamente motivati.

Il monito di Codici Lombardia

E infatti il segretario regionale di Codici Lombardia, Davide Zanon osserva:

Davide Zanon segretario regionale Codici Lombardia

“La pronuncia rappresenta un passaggio significativo per la tutela dei cittadini che subiscono frodi bancarie. La banca non può limitarsi a invocare genericamente la negligenza del cliente per negare il rimborso di un’operazione non autorizzata. È necessario valutare concretamente le circostanze e rispettare le regole previste dalla normativa”.

La disciplina contempla comunque eccezioni: tra queste, la possibilità per l’istituto di non procedere al rimborso immediato quando sussistono ragionevoli motivi per sospettare una frode da parte del cliente, purché la circostanza venga comunicata per iscritto all’autorità competente secondo le modalità previste.

Inoltre, qualora venga successivamente dimostrato che il cliente ha agito fraudolentemente o con grave negligenza, la banca può far valere le conseguenze previste dalla legge.

Cosa fare dopo una frode bancaria

Per chi scopre un addebito sospetto o si accorge di essere stato vittima di phishing, è importante agire tempestivamente.

Occorre contattare subito la banca, segnalare l’operazione contestata e chiedere il rimborso, conservando tutta la documentazione utile: comunicazioni ricevute, messaggi, schermate, estratti conto e copia della denuncia, quando presentata.

Se l’istituto respinge la richiesta, è opportuno domandare una motivazione scritta e verificare la possibilità di presentare un reclamo e, ricorrendone i presupposti, rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario.

E infatti Zanon aggiunge:

“Invitiamo i consumatori a non arrendersi davanti a un primo rifiuto. Ogni situazione deve essere esaminata sulla base dei fatti e delle regole applicabili. Chi ritiene di aver subito un’ingiusta negazione del rimborso può rivolgersi alla nostra associazione per ricevere assistenza e valutare come tutelare i propri diritti”.