a Hebron

Aiutavano i palestinesi nella raccolta delle olive: cinque attiviste italiane fermate in Cisgiordania

Fermo militare per cinque volontarie impegnate nella raccolta

Aiutavano i palestinesi nella raccolta delle olive: cinque attiviste italiane fermate in Cisgiordania

Ieri, giovedì 22 ottobre 2026, l’esercito israeliano ha fermato cinque volontarie italiane nel villaggio di al-Bweib, situato a sud di Hebron in Cisgiordania.

Le cooperanti si trovavano sul terreno per affiancare gli agricoltori palestinesi nelle attività di mietitura e stagionale prelievo dei frutti, svolgendo una funzione di protezione e testimonianza civile rispetto ai possibili attacchi da parte dei coloni della zona.

Le forze armate hanno motivato l’intervento sostenendo l’ingresso non autorizzato delle cooperanti all’interno di una zona militare chiusa. Durante il fermo, i militari hanno sequestrato i dispositivi di comunicazione e i telefoni cellulari in dotazione alle giovani iscritte alle organizzazioni di solidarietà internazionale.

Intervento diplomatico del Consolato e della Farnesina

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha attivato le strutture diplomatiche competenti per seguire l’evoluzione del caso e garantire la tutela legale delle connazionali fermate. La rappresentanza consolare a Gerusalemme ha avviato i contatti ufficiali con le autorità locali per verificare le condizioni di detenzione e chiedere l’immediato rilascio.

Un portavoce del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha rilasciato una nota ufficiale per aggiornare la posizione delle istituzioni italiane:

“Il nostro Consolato generale a Gerusalemme segue il caso con la massima attenzione e ha chiesto l’immediato accesso consolare oltre al rapido rilascio delle cittadine fermate”.

L’episodio segue altri interventi analoghi effettuati nella stessa area. Nelle ore precedenti, il personale militare aveva già bloccato e trattenuto due fratelli italiani, Manuel Tartarotti e Alberto Tartarotti, anch’essi presenti nelle aree rurali a ridosso degli insediamenti.

Contesto operativo della campagna di raccolta e presidio internazionale

La presenza dei volontari stranieri rientra nelle campagne annuali promosse dalle organizzazioni non governative per proteggere i contadini durante la stagione agricola. I dati dell’organizzazione dei diritti umani Nazioni Unite documentano un aumento delle restrizioni di accesso e degli episodi di tensione nelle campagne attorno ai centri abitati della Cisgiordania.

Le rappresentanze internazionali continuano il monitoraggio delle procedure di espulsione o di eventuale convalida del fermo da parte delle autorita giudiziarie competenti.