Angela Taccia, avvocato e amica di Andrea Sempio, ha rilasciato dichiarazioni sulle condizioni di salute di Daniela Ferrari, madre di Sempio, ricoverata dopo un tentato suicidio avvenuto a seguito di un’overdose di farmaci. Intervistata da La Repubblica, la legale ha spiegato che la signora Ferrari è stata trasferita al reparto di psichiatria, dove le verrà cambiata la terapia farmacologica. “Non è lucidissima”, ha affermato Taccia, aggiungendo che la madre di Andrea dovrebbe rimanere in ospedale per una settimana o dieci giorni, a meno che non decida di lasciare il ricovero. Andrea stesso ha esortato la madre a seguire i consigli dei medici, sottolineando che non è che non la vogliano a casa, ma che è meglio per lei ricevere assistenza professionale.
La legale ha cercato di spiegare le ragioni che hanno portato Daniela a questo gesto estremo, citando il gossip riguardante una presunta relazione con un pompiere, che la signora Ferrari ha definito come “soltanto falsità”. Taccia ha anche menzionato la narrazione negativa che circonda la famiglia Sempio, descritta come quella di “bugiardi cronici”, con Andrea etichettato come un “assassino designato”. “Andrea è incazzato”, ha dichiarato Taccia, evidenziando come i toni mediatici non si siano placati nemmeno di fronte al dramma del ricovero della madre.
Critiche ai social media
Angela Taccia ha espresso il suo disappunto riguardo all’atteggiamento sui social media, definendoli “la fogna delle fogne”. Ha anche commentato le dichiarazioni dei legali di Nicola Stasi, affermando che è triste che offrano solidarietà come se fosse un dovere, per poi ricordare la morte del padre di Stasi. “Non è una gara a chi soffre di più”, ha sottolineato, affermando che tutti i dolori meritano rispetto.
In un contesto simile, Liborio Cataliotti, l’altro avvocato di Andrea Sempio nell’indagine per l’omicidio di Chiara Poggi, ha lanciato un appello all’opinione pubblica, in particolare a chi frequenta i social network, affinché il clima si rassereni. Cataliotti ha sottolineato l’importanza di rispettare le persone che sono solo indirettamente coinvolte nell’indagine e che hanno il solo torto di essere amiche o parenti di indagati, imputati o condannati.