Il 14 luglio 2026, Beatrice Venezi ha rilasciato un’intervista al podcast Sette Vite, condotto da Hoara Borselli, in cui ha accusato il ministro Giuli di non averla difesa durante la sua controversa esperienza alla Fondazione Fenice. Venezi ha dichiarato: “Il ministro Giuli in sette mesi non ha detto una parola in mia difesa” e ha insinuato che il comunicato riguardante il suo licenziamento potrebbe essere partito proprio dal ministero.
Nell’intervista, Venezi ha anche affermato di non voler tornare ad Atreju, un evento politico, e ha avvertito altri di non farlo, poiché “ti mettono un cappello e nessuno poi ti difende”. Ha aggiunto che la sua dichiarazione di simpatia per il governo Meloni e la sua mancanza di affiliazione con il “solito circoletto” l’hanno messa in una posizione svantaggiata.
Critiche ai sindacati
Venezi ha anche criticato i sindacati della Fenice, affermando che se fosse stata di sinistra non sarebbe stata attaccata in quel modo. “La Fondazione aveva bisogno di presentare una faccia nuova, avevano scelto la mia, ma sono stata usata”, ha detto. Ha espresso preoccupazione per il fatto che durante le manifestazioni contro di lei, nessun richiamo sia stato fatto dal Sovrintendente.
Queste dichiarazioni hanno sollevato interrogativi sulla gestione della Fondazione e sul ruolo del ministero nella vicenda. La situazione di Venezi evidenzia le tensioni esistenti nel mondo della cultura e della politica italiana, dove le scelte artistiche e le affiliazioni politiche possono influenzare le carriere.