Una neonata è stata trovata nella Culla per la Vita di Bologna, il dispositivo predisposto per accogliere in sicurezza i neonati lasciati dalle madri che non intendono o non possono occuparsene. Per le religiose che gestiscono la struttura si tratta della prima volta in nove anni.
La piccola, secondo quanto riferito dalle suore, era stata partorita da poco. La stima è che fosse nata nel pomeriggio o comunque durante la giornata in cui è stata lasciata nella culla. Le religiose l’hanno accudita per il tempo necessario, prima di affidarla alle strutture sanitarie competenti.
Il trasferimento al Sant’Orsola
Come previsto dalla procedura, la bambina è stata trasferita al Policlinico Sant’Orsola. Le suore hanno precisato di aver svolto esclusivamente una prima attività di accudimento: «Noi semplicemente abbiamo accudito la piccola prima di affidarla all’ospedale», ha spiegato una delle religiose.
La notizia ha suscitato interesse anche tra persone intenzionate a occuparsi della bambina. «Abbiamo ricevuto tante telefonate, di interessati all’adozione», ha raccontato la suora. A chi chiedeva informazioni, le religiose hanno chiarito che la piccola non si trovava più nella struttura, ma era già stata presa in carico dall’ospedale.
Le richieste per l’adozione
Le telefonate, tuttavia, non possono determinare l’assegnazione della bambina. La religiosa ha ricordato che «la pratica dell’affido non funziona così», sottolineando che le procedure devono seguire i percorsi previsti e non possono essere orientate dalle richieste ricevute direttamente dalla comunità.
Per le suore, la presenza della neonata ha avuto anche un significato umano e spirituale. «Anche se ci sarebbe piaciuto, perché per noi è già parte della comunità spirituale, di famiglia, la bambina non è più con noi», ha detto la religiosa. Dopo il trasferimento al Sant’Orsola, dunque, l’accudimento iniziale si è concluso e la piccola è uscita dalla struttura che l’aveva accolta.