Scontro legale

Corona in aula a Milano per il caso Falsissimo

La giudice Stefania Novelli valuta le richieste probatorie nella causa avviata da gruppo televisivo e volti noti

Corona in aula a Milano per il caso Falsissimo

Fabrizio Corona ha ribadito di non temere le conseguenze delle proprie dichiarazioni al termine dell’udienza davanti alla giudice Stefania Novelli del Tribunale civile di Milano. Il procedimento riguarda la puntata di Falsissimo del 26 gennaio scorso, oggetto di una causa promossa da Mediaset e da alcuni dei personaggi citati nella trasmissione.

Uscendo dall’aula, l’ex paparazzo ha dichiarato di assumersi la responsabilità di quanto detto. Corona ha sostenuto di essere stato sottoposto in passato a vicende giudiziarie e detentive e ha aggiunto che, a suo giudizio, la scelta di censurare i contenuti sarebbe stata un errore da parte dei suoi accusatori.

La causa civile

L’azione è stata intentata dal gruppo Mediaset, da Marina e Pier Silvio Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. Secondo la prospettazione dei ricorrenti, nella puntata del 26 gennaio Corona avrebbe diffamato i personaggi televisivi coinvolti, provocando danni reputazionali e patrimoniali.

La richiesta economica complessiva indicata nella causa ammonta a 160 milioni di euro. Il procedimento si concentra quindi sui contenuti della trasmissione e sulle conseguenze che i ricorrenti attribuiscono alle affermazioni diffuse durante la puntata.

Le prove al vaglio

Quella celebrata davanti al Tribunale civile di Milano è stata un’udienza tecnica. Le parti hanno presentato le rispettive richieste di ammissione delle prove, mentre la giudice si è riservata la decisione. Spetterà quindi al magistrato stabilire quali elementi potranno entrare nel procedimento e con quali modalità proseguirà l’esame della controversia.

Al termine dell’udienza, Corona ha collegato la propria posizione alla scelta di continuare a difendere pubblicamente quanto affermato nella puntata. La causa resta ora in attesa delle determinazioni del Tribunale sull’ammissione delle prove richieste dalle parti.