Un bambino di 9 anni è rimasto per circa due ore fuori dalla propria abitazione, dopo un litigio con la madre. Per riuscire a rientrare, il minore ha suonato ripetutamente il campanello, cercando di ottenere l’apertura della porta. Di fronte all’assenza di risposta, ha infine chiamato il 113.
La telefonata ha fatto scattare l’intervento di una Volante della Questura di Verona. Gli agenti hanno raggiunto l’abitazione e hanno consentito al bambino di rientrare. La vicenda si è conclusa, poche ore più tardi, con la denuncia della donna per abbandono di minore.
La ricostruzione contestata
Al centro del procedimento c’è la permanenza del figlio all’esterno dell’abitazione e la decisione del minore di rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine. La madre ha contestato fin dall’inizio la ricostruzione fornita dal bambino.
La posizione della donna è stata esaminata dal Tribunale di Verona con rito abbreviato. La gup Paola Vacca ha pronunciato una condanna a un anno e quattro mesi. La decisione riguarda l’accusa di abbandono di minore contestata dopo l’intervento degli agenti.
Annunciato il ricorso
La difesa non considera conclusa la vicenda. Alice Chiementin, legale della madre, ha infatti annunciato la presentazione di un ricorso in appello. Sarà quindi il successivo grado di giudizio a valutare le contestazioni della difesa e gli elementi già esaminati nel procedimento davanti al tribunale veronese.