Due persone sono morte nella mattina del 13 agosto all’interno del depuratore comunale di San Vito Lo Capo, nel Trapanese. Le vittime sono Davide Anselmo, 45 anni, operaio addetto alla struttura, e Francesco Bulgarella, 64 anni, soccorritore del 118. Secondo una prima ricostruzione, la tragedia potrebbe essere stata provocata dalle esalazioni presenti nell’impianto, ma la dinamica e le cause dei decessi devono ancora essere accertate.
L’operaio, dipendente di una ditta incaricata della gestione del depuratore, era sceso nell’impianto per eseguire un controllo quando ha accusato un malore. L’allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono arrivati gli operatori del 118. Durante le operazioni di soccorso, Bulgarella stava praticando il massaggio cardiaco ad Anselmo quando, a sua volta, sarebbe stato colpito dalle esalazioni. I tentativi di rianimazione per entrambi si sono rivelati inutili.
Accertamenti sull’impianto
Sul luogo sono intervenuti i carabinieri, impegnati negli accertamenti necessari a ricostruire quanto accaduto. Gli investigatori devono verificare le condizioni della struttura, le procedure seguite dall’operaio durante il controllo e l’eventuale presenza di sostanze pericolose nell’ambiente. Non è ancora escluso che il soccorritore possa essere stato colpito da un malore legato agli sforzi compiuti durante la rianimazione e alle alte temperature.
La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta. Sono in corso anche le verifiche dei vigili del fuoco, intervenuti con il nucleo Nbcr, specializzato nelle operazioni connesse alla presenza di sostanze nucleari, biologiche, chimiche o radiologiche, e dei tecnici dello Spresal. Gli accertamenti dovranno chiarire la natura delle esalazioni e stabilire se vi siano state condizioni di rischio o eventuali responsabilità.
Il precedente del 2016
Il depuratore era già stato sequestrato dieci anni fa. Nel giugno 2016, su disposizione della Procura di Trapani, la Capitaneria di porto aveva eseguito un sequestro preventivo dell’impianto nell’ambito di un’indagine sul presunto inquinamento delle acque marine. Secondo gli accertamenti svolti allora, la struttura, installata nel 2010, non sarebbe mai stata collaudata. Il Comune aveva comunque affidato a una società privata un contratto per la manutenzione.
Quella precedente inchiesta era partita dopo i controlli della Capitaneria e mirava a verificare se eventuali malfunzionamenti del sistema di depurazione avessero provocato l’inquinamento delle acque della località siciliana. Nella stessa vicenda erano state segnalate anomalie dell’impianto anche dall’Arpa. Si tratta di elementi riferiti a un procedimento di dieci anni fa che, allo stato, non dimostrano alcun collegamento con la tragedia odierna.
Il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, arrivato sul posto, ha espresso cordoglio per le due vittime. Il primo cittadino ha definito l’accaduto inaccettabile, sottolineando però che non è ancora possibile stabilire con certezza cosa sia successo: saranno la magistratura e gli accertamenti tecnici a chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità.