Un drammatico caso di omicidio si è verificato a Pieve di Camaiore, in Versilia, dove Piero Moriconi, un muratore di 63 anni, è accusato di aver ucciso la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko, 24 anni, con un fucile. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno 2026. Durante l’interrogatorio, Moriconi ha dichiarato: “L’ho fatto perché andava fatto”.
Secondo le prime indagini, il gesto sarebbe stato motivato dalla mancata accettazione dell’omosessualità del figlio, ma non solo. Moriconi ha affermato: “Mio figlio era pazzo e mia moglie mi picchiava”. Ha raccontato di aver avuto un litigio con Mirko riguardo a questioni di denaro, sottolineando che il giovane chiedeva continuamente soldi ai genitori, costringendoli a nasconderli in casa.
Il verbale dell’interrogatorio
Nel verbale dell’interrogatorio, riportato dal Corriere della Sera, Moriconi descrive il figlio come “iperattivo, con problemi psichiatrici, ingestibile e violento”. Mirko lavorava in un locale della Darsena di Viareggio e aveva problemi di tossicodipendenza e alcolismo. Moriconi ha dichiarato di essere ansioso per l’omosessualità del figlio, evidenziando una persistente non accettazione della sua identità.
Il rapporto con la moglie
Riguardo al rapporto con la moglie, Moriconi ha descritto Kety come “una donna nevrotica” che lo minacciava di lasciarlo solo con il figlio. Ha affermato che anche lei assecondava le richieste di denaro di Mirko. Dopo una discussione, ha preso il fucile e ha sparato a entrambi. Il legale di Moriconi ha dichiarato che il suo assistito è sconvolto e consapevole della gravità della situazione, avendo rovinato due vite e la propria.