Attività vulcanica

Eruzione dell’Etna, l’Ingv: impossibile prevederne la durata

Fiamme, cenere e lava restano costanti; correnti meridionali ostacolano i collegamenti aerei dello scalo siciliano

Eruzione dell’Etna, l’Ingv: impossibile prevederne la durata

L’attività dell’Etna è arrivata al settimo giorno e mantiene un’intensità sostenuta, senza segnali di regressione. A descrivere l’evoluzione del vulcano è Salvatore Gambino, direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, secondo cui non è possibile stabilire quanto a lungo proseguirà l’attuale fase eruttiva.

Un’attività articolata

Il quadro comprende diversi fenomeni contemporaneamente. Al cratere sommitale della Voragine si registrano fuoriuscite di cenere e una forte attività stromboliana, che tende a trasformarsi in fontane di lava. Nella Valle del Bove, invece, è attivo un complesso campo lavico alimentato da quattro bocche.

Negli ultimi giorni l’attività è rimasta sostanzialmente stabile e non ha mostrato indicazioni di attenuazione. Ieri si sono aperte altre due bocche, una a 1.900 metri e l’altra a 2.090 metri di quota, entrambe all’interno della Valle del Bove. Il campo lavico si trova attualmente a quota 1.360 metri e, precisano dall’Osservatorio etneo, resta lontano dai centri abitati: non sono segnalati pericoli per le aree urbane.

Venti e collegamenti aerei

Le conseguenze sull’operatività dello scalo di Catania non dipendono soltanto dalla presenza di cenere nell’atmosfera, ma soprattutto dalla direzione dei venti. In base a quanto riferito da Gambino, le correnti soffiano da sud-sudovest e stanno creando difficoltà al traffico aereo dell’aeroporto Fontanarossa.

Per la giornata non erano attesi cambiamenti significativi né nell’intensità dell’attività vulcanica né nella direzione dei venti. Per questo, secondo l’Osservatorio, le possibilità di una piena ripresa delle operazioni nello scalo catanese restavano molto ridotte.

Pur definendo la fase in corso più complessa rispetto a quelle osservate negli ultimi anni, l’Ingv la considera compatibile con le caratteristiche del vulcano. Gambino ha ricordato che un’attività simile, seppure in un contesto diverso, era già stata osservata negli anni Settanta. Al momento, quindi, non emergono elementi per ritenere la situazione fonte di particolare preoccupazione, mentre resta imprevedibile la durata dell’eruzione.