Sicurezza vulcanica

Etna, vietato avvicinarsi al fronte lavico: voli sospesi

Nuove regole impongono distanza minima; lo scalo etneo resterà chiuso sino alle 2 del 15 agosto

Etna, vietato avvicinarsi al fronte lavico: voli sospesi

L’attività dell’Etna ha portato a nuove limitazioni sia per chi intende avvicinarsi al vulcano sia per i collegamenti aerei. Un’ordinanza entrata in vigore nella serata del 13 agosto impone di mantenere una distanza di almeno 200 metri dal fronte lavico. La misura arriva dopo che, nei giorni precedenti, numerose persone si erano spinte vicino alla colata per scattare selfie.

Il provvedimento stabilisce inoltre una limitazione della viabilità lungo gli accessi al Rifugio Citelli, con l’obiettivo di contenere i rischi legati alla fase eruttiva in corso. Le restrizioni riguardano dunque anche la mobilità nell’area del vulcano, mentre l’evoluzione del fenomeno continua a condizionare le attività nell’area di Catania.

Collegamenti aerei ancora sospesi

La cenere vulcanica in atmosfera ha determinato anche la sospensione dei voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Catania. La società di gestione Sac ha comunicato la chiusura degli spazi aerei corrispondenti ai settori C1 e B3, disponendo lo stop alle attività fino alle 2 del 15 agosto. Ai passeggeri è stato chiesto di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo prima di raggiungere lo scalo.

Secondo i dati diffusi dalla società, tra il 6 e il 12 agosto erano previsti 1.974 voli sull’aeroporto siciliano. Il 36 per cento, pari a circa 710 collegamenti, è stato cancellato a causa dell’evoluzione dell’eruzione e delle limitazioni operative necessarie. Nello stesso periodo, circa 630 voli sono stati dirottati verso altri aeroporti.

Il traffico trasferito negli altri scali

La gestione dei collegamenti dirottati ha richiesto il coordinamento tra aeroporti, compagnie aeree, autorità e operatori. Gli scali di Comiso, Palermo e Trapani hanno assorbito una parte del traffico inizialmente diretto a Catania, contribuendo a mantenere attivi, per quanto possibile, i collegamenti da e verso la Sicilia.

La Sac ha definito l’emergenza la più severa degli ultimi vent’anni per l’impatto sull’infrastruttura aeroportuale e ha riferito di lavorare al presidio dello scalo e al coordinamento con i soggetti coinvolti. La piena operatività dell’aeroporto potrà riprendere quando le condizioni legate alla presenza di cenere vulcanica lo consentiranno.