Un giovane di 22 anni è stato sanzionato con una multa da 102 euro dopo aver pronunciato una bestemmia in strada al Lido di Venezia. L’episodio è avvenuto mentre il ragazzo, alla guida di uno scooter, ha dovuto frenare all’improvviso per evitare di investire un pedone che stava attraversando con poca attenzione al traffico e alle norme della circolazione.
Secondo la ricostruzione riportata dalla Tribuna di Treviso, dopo la frenata e lo scampato investimento il conducente avrebbe reagito con una serie di esclamazioni, culminate in almeno una bestemmia. La scena si è verificata alla presenza di agenti della polizia locale, che hanno sentito le parole pronunciate dal giovane e sono intervenuti per un controllo.
Il verbale degli agenti
Dalla verifica dei documenti è seguito il verbale per la violazione dell’articolo 724 del Codice penale. La contestazione, rilanciata sui social dalla pagina Facebook Venezia Non è Disneyland, riguarda una manifestazione pubblica ritenuta oltraggiosa nei confronti delle divinità venerate dalla religione indicata nella norma. Nel documento, secondo quanto riportato nel post, si legge che il ventiduenne, in presenza di più persone, avrebbe pronunciato parole oltraggiose.
La disposizione prevede una sanzione amministrativa compresa tra 51 e 309 euro per chi bestemmia pubblicamente con invettive o parole oltraggiose contro la divinità. La stessa sanzione può essere applicata anche in caso di pubbliche manifestazioni oltraggiose verso i defunti. Nel caso avvenuto al Lido, l’importo fissato dagli agenti è stato di 102 euro.
La norma e il dibattito politico
La bestemmia in pubblico non costituisce più un reato dal 1999, quando la condotta è stata depenalizzata dal decreto legislativo 507. Da allora, la conseguenza prevista è di natura amministrativa e consiste nel pagamento di una somma di denaro, secondo i limiti stabiliti dall’articolo 724.
Il tema è tornato recentemente al centro del dibattito dopo la pubblicazione del programma di Futuro Nazionale, il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci. Nel capitolo dedicato ai cosiddetti valori non negoziabili, il documento richiama proprio l’articolo 724 e sostiene che debba essere applicato puntualmente, attraverso i controlli delle forze dell’ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria.
Nel programma si afferma inoltre che la mancata applicazione delle sanzioni, attribuita nel testo ad assuefazione o buonismo ideologico, comporterebbe anche minori entrate per lo Stato. L’episodio veneziano ha così riacceso l’attenzione su una norma ancora vigente, applicata in questo caso dopo la reazione del giovane alla manovra necessaria per evitare il pedone.