Caso di femminicidio

Femminicidio a Torino: arrestato un uomo per la morte dell’ex compagna

Un uomo di 45 anni è stato fermato per l'omicidio dell'ex compagna a Torino

Femminicidio a Torino: arrestato un uomo per la morte dell’ex compagna

Un tragico episodio di femminicidio si è verificato a Torino, dove un uomo di 45 anni è stato fermato dalla polizia in quanto gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia aggravati, omicidio e occultamento del cadavere della sua ex compagna, una donna di 36 anni. L’omicidio è avvenuto la notte tra il 9 e il 10 luglio 2026 in un appartamento nel quartiere Barriera di Milano.

La vittima si era trasferita in quella casa con il suo figlio minorenne a seguito della fine della loro relazione. Il cadavere della donna è stato trovato la sera del 20 luglio, avvolto in un lenzuolo e nascosto all’interno di un contenitore del letto matrimoniale. La scoperta è avvenuta grazie a un amico della donna, preoccupato per la sua assenza che durava da circa dieci giorni.

Utilizzando un mazzo di chiavi che gli era stato consegnato dal proprietario dell’immobile, l’amico ha fatto irruzione nell’appartamento e, percependo un forte odore, ha contattato la polizia. Gli agenti hanno rinvenuto il corpo senza vita della 36enne, mentre l’ex compagno era stato rintracciato nella sua abitazione con il figlio.

Indagini e autopsia

Secondo l’autopsia, la causa della morte è riconducibile a un severo politraumatismo cranico e a una compressione violenta di bocca e collo, compatibile con asfissia meccanica. Gli accertamenti sulla vicenda hanno evidenziato che il decesso risalirebbe a circa dieci giorni prima del ritrovamento del corpo. Durante l’interrogatorio, l’uomo ha negato qualsiasi coinvolgimento ma è caduto più volte in contraddizione, suscitando il sospetto degli inquirenti.

Nei giorni seguenti, la Squadra mobile di Torino ha ricostruito gli ultimi giorni di vita della vittima, scoprendo che l’ultima volta in cui era stata vista risale al 10 luglio. Attraverso l’ascolto di numerosi testimoni e l’analisi dei tabulati telefonici, gli investigatori hanno potuto confermare la responsabilità del 45enne. Il movente sarebbe da ricondurre all’incapacità dell’uomo di accettare la fine della relazione, da lui vissuta come un’ingiustizia da cui tenta di fuggire esercitando un continuo controllo sulla donna.