Indagini in corso

Femminicidio di Lorena, l’ipotesi della premeditazione

L’ex compagno avrebbe atteso la donna sotto casa e acquistato il materiale usato nell’agguato

Femminicidio di Lorena, l’ipotesi della premeditazione

Emergono nuovi elementi sull’omicidio-suicidio che ha coinvolto Lorena Isceri, 45 anni, e l’ex compagno Federico Vella, 36 anni. Secondo quanto riferito dagli investigatori e riportato da Repubblica, l’uomo avrebbe effettuato alcuni sopralluoghi nei pressi dell’abitazione della donna a Firenze già tre giorni prima del delitto. La circostanza rafforza, per gli inquirenti, l’ipotesi che l’agguato fosse stato preparato.

Lorena era rientrata dal Salento, dove si era rifugiata per allontanarsi dall’ex compagno. Circa 72 ore prima del suo ritorno, alcuni vicini avrebbero visto Vella aggirarsi sotto casa della donna. Un comportamento ritenuto difficilmente casuale, anche perché l’uomo abitava nella parte opposta della città. Una testimone ha riferito di averlo notato vicino alla sbarra del parcheggio, con un atteggiamento che le era apparso insolito e preoccupante.

I preparativi e l’agguato

Prima dell’omicidio, sempre secondo gli elementi raccolti, Vella avrebbe applicato del nastro adesivo sulla fotocellula del cancello, così da assicurarsi l’accesso e l’uscita dal parcheggio con l’auto. Conoscendo gli orari di lavoro dell’ex compagna, l’avrebbe attesa nel piano seminterrato. Intorno alle 13.30 l’avrebbe aggredita, legata con fascette e rinchiusa nel bagagliaio.

Le telefonate della donna dal bagagliaio, durante il tragitto, erano state un disperato tentativo di chiedere aiuto. Un’ora dopo, secondo la ricostruzione, Vella avrebbe raggiunto l’autostrada e spinto Lorena giù da un cavalcavia a Barberino di Mugello, nonostante le richieste di fermarsi. Poco dopo si sarebbe tolto la vita gettandosi dallo stesso ponte, sotto gli occhi degli agenti arrivati sul posto.

La mattina dell’agguato, lo scontrino rinvenuto nell’automobile indica inoltre un passaggio in un negozio poco dopo le 11.30. Vella avrebbe acquistato fascette, un martello, forbici e un telo: materiali poi trovati dalla polizia durante la perquisizione del veicolo. L’acquisto, insieme ai sopralluoghi e al nastro applicato al cancello, è ora esaminato dalla squadra mobile nell’inchiesta coordinata dal pm Antonio Natale.

Le violenze e il tentativo di chiedere aiuto

Gli investigatori stanno esaminando anche le chat e i messaggi inviati da Vella a Lorena dopo la fine della relazione, oltre a quelli indirizzati alla madre della donna. Subito dopo il delitto, dal cavalcavia, l’uomo avrebbe scritto alla famiglia: tua figlia è morta. I genitori, allarmati, hanno quindi contattato le forze dell’ordine, ma per Lorena non è stato possibile intervenire in tempo.

Dalle testimonianze raccolte emerge inoltre un quadro di comportamenti violenti e insistenti. Le percosse sarebbero andate avanti per mesi, prima della separazione. Lorena aveva anche cercato di salvare la relazione dopo aver scoperto un tradimento, arrivando a partecipare con l’ex a un incontro con uno psicologo di coppia. La seduta sarebbe stata interrotta per alcuni atteggiamenti eccessivi dell’uomo.

Ad agosto la donna aveva deciso di interrompere i contatti, spaventata dalle pressioni dell’ex, come riferito dalla famiglia alla polizia. Non aveva però presentato denuncia: la madre ha spiegato che temeva di danneggiarlo. Il padre Franco ha riferito anche di minacce con un coltello durante alcune discussioni. Le autopsie sui due corpi sono previste nella giornata odierna e potranno fornire ulteriori elementi all’inchiesta.