Aggiornamento giudiziario

Garlasco, la difesa di Sempio si prepara al processo

Taccia annuncia probabile rinvio davanti al giudice; contestate valutazioni genetiche sulle tracce

Garlasco, la difesa di Sempio si prepara al processo

Andrea Sempio non può restare indagato a vita e, secondo la sua difesa, sarebbe preferibile arrivare a un processo per accertare definitivamente la realtà dei fatti. Lo ha dichiarato l’avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne insieme al collega Liborio Cataliotti, all’uscita dal tribunale di Pavia. La vicenda riguarda l’omicidio di Chiara Poggi e il nuovo filone investigativo che coinvolge Sempio.

La possibile richiesta di rinvio a giudizio

Taccia ha definito molto probabile una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del suo assistito. La scelta tra rito abbreviato e rito ordinario, ha spiegato, sarà valutata soltanto quando l’eventuale richiesta della Procura sarà formalizzata. La legale ha riferito di avere già avviato verifiche sulla possibilità di accedere al rito abbreviato, anche alla luce delle differenze tra la disciplina precedente e quella attuale. Al momento, ha aggiunto, non è possibile escludere alcuna ipotesi.

Quanto ai tempi, Cataliotti ha indicato la primavera del 2027 come possibile periodo per l’udienza preliminare, precisando però che si tratta soltanto di una previsione. Taccia ha osservato che una data precisa dipenderà dai prossimi passaggi del procedimento. La difesa ha inoltre depositato un’istanza per sapere se Sempio sia indagato anche nel filone per corruzione, dopo che il fascicolo trasmesso dalla Procura di Brescia è arrivato a quella di Pavia. Secondo la legale, non è stata ancora ricevuta risposta e la Procura non sarebbe obbligata a fornirla.

Impronta e nuove valutazioni genetiche

Tra i punti contestati dalla difesa c’è l’impronta del piede rilevata in via Pascoli e indicata come riconducibile all’assassino. Taccia ha sostenuto che non sarebbe di taglia 39, ma di dimensioni vicine alla 40, e che il piede risulterebbe comunque più piccolo di quello di Sempio. La legale ha inoltre negato la presenza di sangue nell’impronta 33, dichiarando la disponibilità della difesa ad affrontare la questione in un incidente probatorio per chiarire l’incertezza attraverso un accertamento condiviso.

La difesa ha riferito anche di avere esaminato nuove intercettazioni. Secondo Taccia, alcuni passaggi potrebbero contribuire a contestualizzare le questioni affrontate dagli inquirenti negli ultimi mesi. Le conversazioni ritenute rilevanti potrebbero essere acquisite, analizzate con il supporto di un tecnico informatico e successivamente utilizzate per una memoria integrativa o in un eventuale processo.

Un ulteriore elemento emerge dalla consulenza genetica depositata dai legali di Sempio. Sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe stato individuato il Dna di un secondo uomo, non identificato. Il documento della difesa contesta le conclusioni dei consulenti della Procura sugli aplotipi del cromosoma Y rinvenuti sotto le unghie della vittima. Secondo i consulenti di Sempio, la compatibilità con il loro assistito riguarderebbe soltanto una parte dei marcatori analizzati e non consentirebbe di parlare dell’identità dell’intero profilo.

Dalle tracce, sempre secondo la consulenza difensiva, emergerebbe invece un altro contributore maschile non minoritario, con un elemento non appartenente ad alcuno dei soggetti tipizzati durante le indagini. I consulenti avrebbero inoltre segnalato errori nei dati utilizzati per il calcolo statistico e una selezione dei marcatori ritenuta orientata. Tra le criticità indicate figurano anche la mancata ripetizione di alcune analisi e l’aver dato per scontato il numero dei contributori. La difesa ricorda infine che l’aplotipo Y indica una linea di discendenza paterna, non una singola persona, e che i dati disponibili non permetterebbero di stabilire quando e come il materiale genetico sia stato depositato.