Chiusura Indagine

Garlasco: 20 giorni per conoscere il destino di Sempio, ma il quadro indiziario è fragile

Entro il 28 settembre saranno valutati reperti genetici, impronta, telefonate, intercettazioni e dichiarazioni dell’indagato

Garlasco: 20 giorni per conoscere il destino di Sempio, ma il quadro indiziario è fragile

Ventuno elementi sono al vaglio della Procura di Pavia nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Il termine per gli accertamenti scadrà il 28 settembre 2026: entro quella data gli inquirenti dovranno valutare il materiale raccolto e decidere come procedere nei confronti di Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta.

Il dossier comprende rilievi genetici, impronte, telefonate, intercettazioni, dichiarazioni e verifiche sugli alibi. La Procura dovrà stabilire se gli elementi acquisiti siano sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio di Sempio, amico di Marco Poggi, e quindi (sempre che un gup decida di rinviare a giudizio l’indagato) l’apertura di un nuovo processo per l’omicidio avvenuto nella villetta di via Pascoli, a Garlasco, il 13 agosto 2007.

La traccia genetica e l’impronta: bastano?

Al centro degli accertamenti ci sono il DNA maschile recuperato dalle unghie della vittima e la cosiddetta impronta 33, rilevata sulla parete della scala che conduce alla cantina. La traccia genetica è stata ritenuta compatibile con la linea genetica maschile della famiglia Sempio e incompatibile con Alberto Stasi e con i componenti della famiglia Poggi. Resta da chiarire l’origine del reperto, la sua qualità e soprattutto l’eventuale collegamento con l’aggressione.

L’impronta palmare è considerata dagli investigatori riconducibile a Sempio. Il suo valore dovrà essere valutato insieme agli altri reperti e non isolatamente, all’interno del quadro probatorio costruito durante circa due anni di nuove attività investigative. Tra gli accertamenti figura anche l’analisi degli audio registrati da una microspia installata nell’auto dell’indagato.

E gli altri elementi al vaglio?

Nel materiale indicato dalla Procura rientrano anche le telefonate che Sempio avrebbe effettuato a casa Poggi pochi giorni prima dell’omicidio, le ricerche online sul DNA e sul processo ad Alberto Stasi nel 2014, oltre alla vicenda dei soldi che sarebbero stati raccolti nel 2016 per pagare investigatori impegnati nella prima indagine a suo carico. Gli inquirenti contestano inoltre versioni ritenute mendaci rese a verbale e valutano alcuni soliloqui nei quali avrebbe fatto riferimento a video intimi.

Secondo la ricostruzione riportata nel dossier, Sempio non avrebbe un alibi per la mattina del delitto e, dopo l’omicidio, sarebbe tornato sulla scena due volte. Pochi giorni fa ha rifiutato una consulenza psichiatrica. Tutti questi aspetti dovranno essere esaminati dalla Procura prima della decisione sul futuro dell’inchiesta.

Sempio resta innocente fino a un’eventuale condanna definitiva. La scadenza del 28 settembre rappresenta il passaggio entro il quale l’accusa dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure adottare una diversa iniziativa processuale sulla base degli elementi raccolti.

I nodi probatori sull’ipotesi accusatoria a carico di Sempio

Le risultanze investigative a carico del trentottenne presentano criticità sostanziali. L’Impronta 33 non possiede un reale valore dibattimentale: si tratta di una prova irripetibile poiché l’intonaco repertato è stato distrutto durante le analisi e le minuzie rilevate non garantiscono un’attribuzione certa. Inoltre, anche qualora fosse confermata la riconducibilità al giovane, l’assegnazione temporale rimarrebbe del tutto indeterminabile. Analogo discorso riguarda la traccia genetica, poiché la responsabilità penale richiede una corrispondenza univoca e non una semplice compatibilità di linea paterna.

I dialoghi intercettati nell’autovettura dell’indagato, definiti soliloqui ambientali, presentano una duplice chiave di lettura e non costituiscono una confessione esplicita. Benché la narrazione della Procura risulti suggestiva e strutturata, gli ulteriori riscontri come lo scontrino di Vigevano e le brevi interazioni telefoniche verso l’abitazione della vittima compongono un quadro meramente ipotetico. Sulla base dei criteri fissati dalla Riforma Cartabia, il giudice dell’udienza preliminare è tenuto a decretare il proscioglimento in assenza di una ragionevole probabilità di condanna.

La comparazione dei moventi e gli scenari giudiziari futuri

Il presunto movente passionale attribuito a Sempio non trova riscontro in dati oggettivi che attestino una conoscenza intima tra i ragazzi. Appare complesso ipotizzare l’azione violenta di un soggetto giovanissimo e senza precedenti in assenza di un tentato approccio documentato. Al contrario, la dinamica della lite tra fidanzati è stata ritenuta dai giudici una causale maggiormente congrua con un delitto d’impulso.

L’eventuale rinvio a giudizio per il nuovo indagato non comporterebbe l’automatica scarcerazione del condannato. La richiesta di revisione processuale potrebbe essere respinta, rimandando ogni valutazione al termine di un iter dibattimentale prolungato.

La legge italiana stabilisce che la revisione della sentenza necessiti di una prova nuova e inoppugnabile in grado di dimostrare l’estraneità dell’imputato. Attualmente, le carte della riapertura delle indagini non contengono alcun fattore idoneo a collocare il condannato fuori dalla scena del crimine nei tempi stabiliti dalle sentenze.

La posizione penale del condannato appare salda per la presenza della perizia biocinetica Testi, che ha dimostrato la mancata presenza di tracce ematiche sulle calzature. Inoltre, le attuali ipotesi investigative non chiariscono il mistero della bicicletta nera avvistata il giorno del delitto presso la dimora di via Pascoli. Va evidenziato che le recenti verifiche scientifiche hanno confermato la presenza del solo profilo genetico di Stasi sulla cannuccia della bevanda reperita nell’abitato.