Il 3 agosto 2026, la basilica di Sant’Ambrogio a Milano ha ospitato il funerale di don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus. Al termine della cerimonia, il feretro è rimasto esposto nella piazza antistante la basilica, dove i ragazzi di Exodus hanno voluto rendere omaggio al loro educatore intonando alcune delle sue canzoni preferite.
Tra le melodie scelte, ha risuonato il celebre brano “Io vagabondo” dei Nomadi, che ha suscitato forti emozioni tra i presenti. I ragazzi, portando casse per la musica, hanno anche eseguito “L’Aquila Reale“, inno della Fondazione scritto da Franco Mussida, noto chitarrista della PFM.
Il ricordo di un educatore
Durante la cerimonia, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha descritto don Mazzi come un grande educatore, sottolineando l’importanza del suo lavoro nella comunità. Anche don Ciotti, presente all’evento, ha condiviso un pensiero profondo, affermando che “Dio non abita nei tabernacoli d’oro, va cercato nelle strade”, evidenziando così il messaggio di inclusione e aiuto che don Mazzi ha sempre promosso.
Il feretro, dopo il commovente saluto, ha lasciato la basilica per essere diretto al tempio crematorio del cimitero di Lambrate, chiudendo così un capitolo importante della vita di un uomo che ha dedicato la sua esistenza ad aiutare i più vulnerabili.