I genitori di Anna Rosa, la bambina di quattro anni deceduta a Palermo dopo un’infezione da difterite, hanno presentato una denuncia-querela alla Procura nei confronti dei tre ospedali che hanno seguito la piccola. L’atto riguarda il Cervello, il Civico e l’Ospedale dei bambini, dove la bambina è stata assistita a partire dal 13 agosto, quando si era presentata per la prima volta con i sintomi della patologia.
La denuncia alla Procura
La decisione era stata anticipata dalla famiglia all’indomani del decesso. La denuncia arriva mentre la stessa Procura di Palermo sta indagando sui genitori per omicidio colposo. Il procedimento dovrà chiarire la sequenza degli eventi, le condizioni della bambina durante i diversi accessi alle strutture sanitarie e le eventuali responsabilità nella gestione del caso.
La madre di Anna Rosa aveva già contestato le ricostruzioni circolate dopo la morte della figlia. In un messaggio pubblicato sui social aveva sostenuto che la famiglia non avesse confuso la difterite con una tonsillite e che la causa del decesso non fosse ancora stata accertata. Secondo la donna, si trattava allora di un’ipotesi non confermata. Con la querela, i genitori chiedono ora alla magistratura di verificare quanto accaduto durante il percorso di cura.
Gli accertamenti sull’infezione
La notizia della denuncia è stata resa nota il giorno dopo la conferma dell’Istituto superiore di sanità sulla positività dei campioni analizzati dall’Arnas Civico di Palermo. Gli esami hanno rilevato il Corynebacterium diphtheriae, il batterio responsabile della difterite, e il gene della tossina respiratoria. La conferma di laboratorio fornisce un elemento agli accertamenti, ma non sostituisce le verifiche giudiziarie sulle cure ricevute e sull’evoluzione delle condizioni della bambina.
Dal 17 agosto l’Asp ha attivato i protocolli di sanità pubblica previsti in questi casi. Le procedure comprendono l’indagine epidemiologica, il tracciamento dei contatti, il controllo dello stato vaccinale e le misure di profilassi per le persone potenzialmente esposte. Le attività proseguono parallelamente agli accertamenti della Procura, chiamata a ricostruire sia il percorso clinico sia le circostanze che hanno preceduto il decesso.
L’Iss ha inoltre ribadito che l’immunizzazione contro la difterite, inclusa nel vaccino esavalente obbligatorio, è considerata sicura ed efficace. Nel caso della bambina, saranno gli esami e l’inchiesta a stabilire il quadro completo, comprese le eventuali responsabilità dei sanitari e il ruolo avuto dalla malattia nel peggioramento delle sue condizioni.