Si è conclusa con una valutazione sulla capacità di intendere e di volere di El Koudri l’udienza dedicata alla vicenda dell’auto lanciata contro la folla a Modena. Secondo le conclusioni riferite in aula, i periti hanno ritenuto l’imputato in grado di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi.
L’udienza è durata circa tre ore. El Koudri era presente in aula, accompagnato dalla polizia penitenziaria e assistito dal difensore Fausto Gianelli. Tra i presenti anche Angelo Ciccarelli, marito di Monica Esposito, la donna di 55 anni indicata come unica vittima dell’attentato.
Le valutazioni sulla salute mentale
La posizione dei periti indicati nel procedimento è stata contestata dalla difesa. Secondo i consulenti dell’imputato, infatti, il disturbo psichiatrico sarebbe rilevante e comprometterebbe la capacità di intendere e di volere. Le due valutazioni tecniche delineano quindi interpretazioni differenti sulle condizioni psichiche di El Koudri al momento dei fatti.
Il difensore ha sostenuto che l’uomo avesse guidato regolarmente fino a Modena, rispettando i limiti della circolazione. Secondo la ricostruzione della difesa, soltanto all’ingresso della città El Koudri avrebbe imboccato una strada ad alta velocità, in preda a un raptus collegato alla patologia psichiatrica, provocando l’investimento della folla.
La valutazione sulla capacità di autodeterminarsi rappresenta un passaggio rilevante del procedimento, perché riguarda la condizione dell’imputato e la sua eventuale capacità di comprendere e controllare le proprie azioni. Nel corso dell’udienza sono state quindi confrontate le conclusioni dei periti con la tesi sostenuta dalla difesa, che attribuisce la condotta a una manifestazione improvvisa del disturbo.