Nuovi accertamenti nell’inchiesta di Pietracatella sull’omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. Gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso hanno individuato diversi esemplari di ricino nei campi compresi tra Riccia e il lago di Occhito, in una zona al confine tra il Molise e la Puglia. Le piante potrebbero essere esaminate per verificare se dai loro semi sia stata ricavata la ricina utilizzata per uccidere le due donne.
A riferire gli ultimi sviluppi è La Repubblica, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli. Gli esemplari individuati presentano una caratteristica ritenuta rilevante dagli inquirenti: tra agosto e ottobre il ricino sviluppa le capsule che contengono i semi dai quali può essere estratta la sostanza tossica. Per questo motivo viene valutata anche l’ipotesi che il veleno sia stato preparato artigianalmente, partendo da materiale vegetale reperibile nell’area.
Le verifiche sui computer
Parallelamente agli accertamenti sulla possibile provenienza della ricina, la polizia sta cercando il computer dal quale, lo scorso agosto, sarebbero state effettuate ricerche online sulla sostanza. Nel mirino c’è un utente che, presentandosi come scrittore, aveva chiesto informazioni sulla ricina attraverso Reddit. La Procura di Larino ha disposto controlli su circa 200 computer distribuiti in quattro istituti scolastici.
Gli esperti della Polizia di Stato stanno utilizzando un software predisposto per individuare termini specifici collegati a sostanze chimiche che potrebbero essere state impiegate nella preparazione del veleno. Dopo gli accertamenti nell’istituto agrario di Riccia, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito di una docente di matematica amica di Gianni Di Vita, sono stati esaminati anche i 21 computer del liceo scientifico di Riccia, compresi quelli della sala insegnanti. La docente insegna nello stesso istituto e in passato si è occupata della formazione informatica della scuola, svolgendo cinque anni fa il ruolo di supervisore del servizio dedicato. Durante le verifiche non è stato sequestrato alcun computer.
Il controllo al liceo Classico
La terza delle quattro perquisizioni disposte dalla Procura di Larino è iniziata poco dopo le 9 del 15 ottobre al liceo Classico di Campobasso. Gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno cercato eventuali tracce di ricerche sulla ricina nei 63 computer presenti nell’istituto, alla presenza del tecnico della società che gestisce il sistema informatico della scuola.
Il liceo del capoluogo molisano è stato frequentato fino ai mesi scorsi da Sara Di Vita e dalla sorella Alice. Il calendario degli accertamenti prevede inoltre controlli nel liceo delle Scienze umane di Casacalenda, dove insegna come docente di sostegno una cugina di Gianni Di Vita. Le verifiche informatiche si inseriscono negli accertamenti sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita e mirano a chiarire se, all’interno degli istituti coinvolti, siano state effettuate ricerche riconducibili alla preparazione o all’utilizzo della ricina.