Il ritrovamento di un fermaglio rosso per capelli su un sentiero di montagna ha sollevato speranze riguardo al caso delle sorelle Sarah e Alisya Di Giacinto, scomparse il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Tuttavia, il padre di Sarah, Stefano Di Giacinto, non ha riconosciuto l’oggetto come appartenente alla figlia, ridimensionando l’importanza del ritrovamento.
Secondo una nota dell’associazione Penelope Abruzzo, che si occupa di persone scomparse, il padre ha confermato che le ragazze utilizzavano spesso fermagli simili, ma non ha potuto confermare che quello specifico fosse di Sarah. Le ricerche continuano, in particolare nella zona della riserva naturale La Camosciara, dove si concentrano le operazioni di ricerca.
Il fermaglio e la sua origine
Il fermaglio era stato inizialmente segnalato da un’amica di Sarah, portando l’attenzione su una specifica area montuosa. Tuttavia, l’associazione Penelope ha invitato alla cautela, sottolineando che il riconoscimento da parte dell’amichetta non è considerato attendibile. “Si sta sollevando un enorme polverone per un fermaglio, senza certezze sulla sua appartenenza”, ha dichiarato l’associazione.
Il comunicato chiarisce anche che il fermaglio è un oggetto comune, rinvenuto in un’area frequentata da escursionisti, il che rende difficile affermare che possa appartenere a Sarah. Inoltre, il padre ha specificato che l’oggetto potrebbe essere stato lì anche prima della scomparsa delle ragazze.
Le ricerche delle sorelle continuano senza sosta, mentre emergono segnalazioni di due uomini sospetti avvistati nella zona settimane prima della loro scomparsa, secondo quanto riportato da una commerciante locale. Le autorità stanno indagando su queste segnalazioni, mentre la comunità rimane in attesa di notizie.