Youssef Siher, ricercatore trentenne indicato dagli inquirenti come la presunta mente del Movimento del 17 ottobre, resta in carcere. Per lunedì 26 ottobre 2026 è fissata l’udienza di convalida del fermo disposto dalla Procura di Milano.
L’uomo è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo. Per gli stessi reati è indagata anche la moglie, mediatrice culturale. La posizione di entrambi si inserisce nell’attività investigativa avviata dalla procura milanese sul gruppo e sui suoi presunti obiettivi.
L’ipotesi della Procura
Nel decreto di fermo, il pubblico ministero descrive un progetto che sarebbe stato finalizzato a realizzare atti delittuosi con finalità eversive. Secondo l’accusa, Siher avrebbe sfruttato quanto accaduto a Milano il 17 e 18 ottobre, quando il centro cittadino fu interessato da devastazioni e saccheggi, per creare un gruppo Telegram seguito da migliaia di persone.
La Procura ritiene che attraverso quel canale si sarebbe cercato di dare seguito a un progetto capace, secondo l’impostazione accusatoria, di ingenerare terrore nella popolazione. Si tratta di contestazioni contenute nel provvedimento di fermo e che dovranno essere esaminate nell’udienza davanti al giudice.
Gli altri accertamenti
Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali legami tra il ricercatore e il gruppo di persone arrestato nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche. Nel quadro degli accertamenti vengono citati anche possibili rapporti con hacker russi.
L’udienza di convalida dovrà stabilire se il fermo sarà confermato e quali saranno i successivi sviluppi della posizione di Siher. Restano al centro delle verifiche sia l’attività del gruppo Telegram sia i collegamenti ipotizzati dagli inquirenti con le altre indagini in corso.